Cronaca

Siap polizia: "Da mare nostrum rischi sanitari a Torino per poliziotti e cittadinanza"

Continuano gli arrivi di immigrati anche a Torino e in tutto il Piemonte in un sistema di prevenzione sanitaria carente. Vogliamo più sicurezza per poliziotti e cittadini esposti ad un rischio attuale e concreto

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

"Abbiamo chiesto già da almeno due anni, nelle sedi interne deputate, attenzione e idonee iniziative per affrontare il rischio biologico a cui sapevamo sarebbero stati esposti gli operatori delle forze di Polizia visto l'esponenziale aumento degli sbarchi di immigrati" - dichiara Pietro DI LORENZO, Segretario Generale Provinciale del SIAP, sindacato maggiormente rappresentativo della Polizia di Stato - " Ora non possiamo più aspettare, in tutta Italia decine di operatori delle forze di Polizia, tutte, di militari e di addetti a vario titolo all'accoglienza, trattazione e accompagnamento dei migranti nelle varie strutture sul territorio nazionale risultano , a seguito di test, positivi alla tbc."

"E' inutile e irresponsabile nascondere la verità, sulle condizioni di salute delle centinaia di migranti che in questi giorni stanno giungendo a Torino ed in Piemonte provenienti dai centri del sud orami al collasso non c'è alcuna certezza " - continua DI LORENZO - " A bordo delle navi che li soccorrono nel Mediterraneo vi sono due o tre medici che devono giudicare, attraverso il così detto 'esame obiettivo' le condizioni di salute di migliaia di persone in poche ore. Cioè si possono dedicare pochissimi minuti a testa per capire come stanno".

" E' bene specificare che l'esame obiettivo consiste nell'accertamento visivo di segni evidenti della degenerazione di patologie in atto " - ancora DI LORENZO - " Ma se ci sono in incubazione malattie quali la tbc, meningite, peste e lebbra, senza esami adeguati o quantomeno del sangue queste non possono essere certo scoperte da una "guardatina" in mezzo al caos."

"E' anche per questo che sono previsti screening sanitari all'arrivo, dopo lo smistamento, nei centri di accoglienza di tutta Italia" - prosegue DI LORENZO - " ma se, come accaduto l'altro ieri, 40 cittadini somali ed eritrei si danno alla fuga appena scesi dal pullman che li ha portato alla Croce Rossa di Settimo è la prova che non esiste nessun cordone sanitario ed ora di dire basta"

" Siamo stanchi di mettere e rischio la nostra salute e quella dei nostri familiari nel silenzio generale su quella che è una bomba ad orologeria. Ci sono stati nel recente passato a Torino già episodi, anche gravi, che hanno riguardato operatori e familiari, adesso vogliamo più garanzie e sicurezza " - conclude DI LORENZO -" Ci siamo rivolti in prima battuta al Questore richiedendo esami sanitari sul personale e modalità operative idonee a contrastare seriamente quello che non è più un rischio ma una certezza. Non cediamo ai facili allarmismi ma, con senso di responsabilità, non deroghiamo al nostro dovere di richiamare ai propri oneri chi è deputato a salvaguardare la salute dei lavoratori. In assenza di risposte immediate cominceremo con l'invitare i colleghi a effettuare esami che attestino le loro condizioni di salute attuali, in caso, malaugurato, di insorgenza di malattie legate a questa emergenza saremo al loro fianco nelle richieste danni a carico di chi li ha esposti al rischio senza gli strumenti idonei".

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