Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca

Siap: il 19 luglio a Palermo per non dimenticare i poliziotti uccisi in via d'Amelio

XXI anniversario della strage di Via D’Amelio. il 19 luglio il Siap da Torino a Palermo. I poliziotti ricordano i poliziotti

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

"Venerdì 19 luglio sarò a Palermo in rappresentanza del Siap torinese per partecipare all'iniziativa organizzata dal Siap di Palermo in occasione del XXI anniversario della morte della scorta del giudice Borsellino "- così Pietro DI LORENZO, Segretario Generale Provinciale del SIAP, sindacato maggiormente rappresentativo della Polizia di Stato - " Una iniziativa voluta dai poliziotti per non dimenticare e onorare la memoria di altri poliziotti".

"Per un qualsiasi poliziotto il 23 maggio ed il 19 luglio non sono ricorrenze comuni. Sono molto, molto di più." - continua DI LORENZO - "Sono ricorrenze sacre: sangue innocente sparso da esplosioni devastanti"

" Quel giorno in Via D'Amelio cinque di noi hanno varcato le porte dell'eternità in un istante solo: Agostino Catalano, Emanuela Loi (prima donna della Polizia di Stato a cadere in servizio) , Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina" - ancora DI LORENZO - "Si chiamavano così, si chiamano ancora così. Sono entrati nell'immortalità attraverso il ricordo imperituro che é rimasto nel cuore e nell'animo di tutti i poliziotti. Non erano semplicemente "la scorta", una parola senza profondità di storie, ma cinque strappi, cinque esistenze in frantumi, cinque famiglie devastate, vedove e orfani. Erano, sono e saranno sempre i nostri eroi"

"Per loro, per tutto questo e per tutto quello che verrà, quest'anno in via D'Amelio i poliziotti ricorderanno i poliziotti" - conclude DI LORENZO - "IL 19 LUGLIO IL SIAP SARÀ LI', TUTTO IL GIORNO, SILENZIOSA PRESENZA davanti a quell'albero che odora di libertà e speranza. Ci siamo rivolti a tutti i poliziotti perché tutti portiamo cucita sulla pelle la stessa divisa di quei martiri laici, perché nelle vene di tutti scorre il sangue che reclama verità e giustizia per quei cinque ragazzi, per quei cinque sogni spezzati. Non importa la qualifica, il ruolo, il grado le varie appartenenze, ci importa solo che quel giorno staremo insieme perché, oltre il ricordo, ciò che conta veramente é fare memoria e la memoria, quando é sana, unisce e non divide. Ci stringeremo alla società civile di cui siamo fieramente parte, un abbraccio ideale vedrà poliziotti e cittadini diventare una cosa sola nella memoria comune, perché se c'è uno scellerato evento che proprio non possiamo permetterci é quello che quel sangue possa essere stato versato invano".

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