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Prima il presidio, poi lo sgombero: ecco le proposte per l'emergenza rom

L'assessore Tisi ha presentato le linee guida del Comune per risolvere la grana delle baraccopoli. La Lega all'attacco "Non date le case ai rom"

Le linee guida della giunta comunale per risolvere l’emergenza rom non sembrano ancora convincere i residenti e i commercianti dei quartieri Barca, Bertolla e Regio Parco. Questo è ciò che è emerso dopo l’ultima assemblea organizzata presso la sala consiliare della circoscrizione Sei.

Un incontro a cui hanno preso parte l’assessore del Comune di Torino Elide Tisi, la presidente della circoscrizione Sei Nadia Conticelli e la coordinatrice alla Sanità Nunzia Del Vento. Proprio l’assessore Tisi ha spiegato i progetti che il Comune intende portare avanti per dare un calcio all’abusivismo che regna incontrastato da anni tra lungo Stura Lazio e via Germagnano. Un percorso lungo e volto al superamento dei campi. “Ci siamo presi una responsabilità che è più grossa di noi – ha spiegato Tisi -. Ma abbiamo tutta l’intenzione di mantenere la parola data”.

Un presidio fisso delle forze dell’ordine, un progressivo sgombero dei campi abusivi e una bonifica dei terreni ridotti ai livelli di una discarica sono le richieste della presidente Nadia Conticelli. “Ad aprile la prefettura e il Comune hanno studiato un piano di interventi – spiega Conticelli -. Noi chiederemo un piano per portare via le famiglie da quelle baracche, mantenendo nei nostri territori solo coloro che hanno intenzione di collaborare”. Via i delinquenti da quei due insediamenti fuori controllo che hanno costretto i residenti di Barca, Bertolla e Rebaudengo a organizzare una manifestazione e a raccogliere 3mila firme di protesta. Oltre ad una serie di corposi dossier consegnati alle forze dell’ordine del territorio.

Lo stesso parere dei consiglieri della Lega Nord Alessandro Sciretti ed Enrico Scagliotti che durante l’assemblea hanno attaccato le istituzioni, ree di voler utilizzare i 5 milioni di euro per l’emergenza per dare case e un lavoro ai nomadi. “La Città non deve utilizzare soldi pubblici per dare gli appartamenti popolari ai rom – hanno chiosato i due del Carroccio -. Al contrario quei fondi vanno spesi per cancellare gli insediamenti e impedire che se ne formino di nuovi”.

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