Giornata di sgombero dei rifugiati dell'ex Moi, la situazione

L'operazione è partita dagli scantinati di una palazzina

E' iniziato attorno alle 7.30 di lunedì 20 novembre, lo sgombero dell'ex Moi, il villaggio olimpico di via Giordano Bruno da anni ormai occupato da immigrati. Sul posto gli agenti della polizia in borghese, i vigili del fuoco, il 118, rappresentanti del Comune e della Compagnia di San Paolo.

L'operazione, che si sta svolgendo in tutta tranquillità, è partita dagli scantinati di una palazzina dove attualmente vivono un centinaio di persone che verranno comunque accolte dalla Diocesi: una sessantina di profughi sono già partiti, con i bus, alla volta degli alloggi messi a disposizione dalla Curia. 

Al momento sono cinque le persone che stanno resistendo allo sgombero, intralciando le operazioni di sigillo delle cantine con delle inferiate e dei cancelli. Il gruppetto ha persino spintonati gli addetti comunali, insultandoli. Alcune cancellate, mentre era in corso la protesta, sono spariti. 

Proprio in questi minuti è in corso un vertice tra Digos, polizia municipale e rappresentanti comunali per decidere come comportarsi con i cinque che non vogliono andarsene. 

Si è parlato di sgombero a sorpresa, in realtà all'interno del villaggio erano presenti dei cartelli che avvisavano gli immigrati dell'imminente operazione. Si pensa che gli irregolari su territorio italiano quindi, si siano allontanati dall'ex Moi, già nelle ore scorse. 

Nelle palazzine dell'ex villaggio olimpico di Torino 2006 vivono in tutto circa 750 stranieri, 50 dei quali nei sotterranei.

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