Sgombero campo rom: case temporanee e aree camping per 800 persone

Durerà un anno il progetto che prevede la demolizione delle baracche e il trasferimento dei nomadi, in aree camping o in social housing con permanenza temporanea

Il primo atto dello sgombero del campo nomadi di lungo Stura Lazio può definirsi “concluso”. Nelle ultime 48 ore le associazioni impiegate nel progetto, le forze dell’ordine e la croce rossa hanno provveduto ad allontanare le prime trenta persone. Si tratta di cinque famiglie che, come già detto, hanno trovato riparo presso un social housing privato di corso Vigevano. All’interno della struttura residenziale i nomadi potranno restare per un periodo che non dovrà essere superiore ai due anni. Nei prossimi mesi toccherà poi agli altri 770 rom, questo secondo il censimento operato la scorsa estate dalla polizia municipale.

Lo sgombero durerà dodici mesi con l’obiettivo di concludere lo smantellamento a dicembre. Ma andiamo per ordine. Tra il mese di febbraio e quello di marzo saranno circa cinquanta le persone che lasceranno la baraccopoli sul fiume Stura. Tra i mesi di aprile e maggio, invece, toccherà a settanta persone. Saranno cento coloro che lasceranno lungo Stura Lazio tra giugno e agosto e circa trecento i rom allontanati dal campo abusivo il prossimo autunno. Chi rimarrà verrà fatto traslocare a dicembre.

Ma dove andranno tutte queste persone? Non certo all'interno di case popolari come trapelato malignamente sul web nelle ultime ore. Le famiglie meritevoli e che all’interno hanno una o più persone che lavorano verranno spostare presso residenze temporanee dove verrà chiesto il pagamento di un minimo d’affitto oltre alle spese per le utenze. Praticamente quello che sta succedendo in questi giorni in corso Vigevano.

Nel frattempo nei primi sei mesi si procederà al rimpatrio volontario, per chi lo desidera, o all’inserimento all’interno di un nuovo percorso lavorativo che porterà, giorno dopo giorno, all’allontanamento dalla struttura stessa. Chi non ha titolo, però, verrà allontanato immediatamente. Ai rom verrà anche proposto di trasferirsi o presso il campo autorizzato di via Germagnano o nell’area di transito di corso Tazzoli. Ovviamente solo se verranno trovate piazzole libere. Cascine o aree camping le altre opzioni ancora al vaglio. E in questi mesi di lavori si cercherà anche di impedire ad estranei di accedere alle aree appena liberate.

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