Cronaca Bertolla / Lungo Stura Lazio

Sgombero campo rom sullo Stura, via libera per altre otto famiglie

Prosegue come da copione il progetto che prevede lo smantellamento del campo nomadi di lungo Stura Lazio. Questo mese, salvo imprevisti, dovrebbero lasciare l'area altre famiglie

L’atteso sgombero del campo nomadi abusivo di lungo Stura Lazio prosegue anche a febbraio. Dopo la demolizione delle prime cinque baracche, ad opera degli stessi ragazzi del campo, altre otto famiglie dovrebbero dire addio all’accampamento abusivo sorto sulle sponde dello Stura. Un numero, chiaramente, da prendere con le molle. Per ora sono circa trenta le persone che hanno cambiato vita, ricollocate presso un social housing privato di corso Vigevano, in zona Aurora. Uno spazio dove i nomadi potranno alloggiare per un periodo non superiore ai due anni, pagando un minimo di affitto e le utenze. E sola una delle cinque famiglie, al momento, ha lasciato la residenza. Il tutto sotto la supervisione della cooperativa Valdocco, capofila del progetto, e poi di Terra del Fuoco, Aizo, Liberi Tutti, Strana Idea e Cri comitato provinciale.

Ma il futuro resta un punto interrogativo, a cominciare dal trasferimento delle prossime famiglie. Di sicuro il progetto proseguirà come da copione fino alla fine dell’anno. Mercoledì mattina, inoltre, il Comune di Torino effettuerà un primo sopralluogo sul lungo Stura Lazio per capire meglio come associazioni, forze dell’ordine e croce rossa stiano tenendo sott’occhio la situazione. “Le famiglie che lasceranno il campo verranno inserite in un nuovo percorso” hanno spiegato proprio ieri dalla cooperativa Valdocco.

Dopo i primi due mesi di lavoro del cantiere “Una città possibile” si procederà con il trasloco degli altri nomadi censiti la scorsa estate dalla polizia municipale. Questi i dati ufficiosi: tra il mese di marzo e maggio lo smantellamento delle baracche riguarderà settanta persone mentre circa cento lasceranno l’accampamento nel periodo estivo, tra i mesi di giugno e agosto. Poi con l’autunno toccherà ad altre trecento persone. Le ultime a dicembre. Ovviamente nei prossimi sei mesi, si procederà anche al rimpatrio volontario, per chi lo desidera. Chi non ha titolo, inoltre, verrà allontanato immediatamente mentre gli spazi “confiscati” e liberati dalle roulotte verranno controllati per evitare nuove occupazioni.

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