Cronaca Bertolla / Lungo Stura Lazio

Campo rom sul lungo Stura Lazio: al via lo sgombero delle famiglie

I rom, con l'aiuto delle forze dell'ordine, hanno smantellato le prime tre baracche. Domani mattina via al secondo atto con lo sgombero di altre due famiglie

Sono iniziate questa mattina le operazioni di sgombero delle baracche presenti nel campo nomadi su lungo Stura Lazio. La Polizia municipale di Torino e le associazioni si sono ritrovate sin dalle ore 9 per fare il punto della situazione. Cinque sono le famiglie che lasceranno il campo entro domani. Si tratta, per la precisione, di 18 persone. Oltre a uomini e donne anche quattro minorenni, una persona di novant'anni e un disabile. E sempre questa mattina gli uomini del campo hanno smantellato le roulotte in cui vivevano le famiglie rom

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Le operazioni di sgombero sono andate avanti tutta la mattinata. E da lungo Stura Lazio le famiglie sono state condotte in una Social Housing in corso Vigevano. Qui staranno solo temporaneamente. "Al massimo due anni" spiegano dalla cooperativa Valdocco, a carico del progetto "La città possibile". L'intervento sul campo abusivo porta anche la firma di Terra del Fuoco, Aizo, Liberi Tutti, Strana Idea e Cri comitato provinciale. "I nomadi qui pagheranno un affitto e le utenze" precisano da corso Vigevano. Intanto i primi fortunati hanno disfatto le valigie già in mattinata.

"Siamo davvero felici. Non ne potevamo più di vivere in mezzo ai topi" ha dichiarato una delle ragazze che vivevano nella baraccopoli. Presso la social housing le famiglie troveranno i letti per dormire, tavoli, sedie, un angolo cottura e servizi igienici. Poi nei prossimi mesi verranno valutate due strade: il rimpatrio volontario o il trasferimento in altri terreni autorizzati. Ossia aree camping. I prossimi mesi, inoltre, porteranno altre novità. Gli sgomberi, infatti, andranno avanti fino alla fine dell'anno.

Sull'argomento nomadi ieri è intervenuta anche la presidente della circoscrizione Sei Nadia Conticelli, autore di un sopralluogo. "Ci auguriamo che vengano effettuati dei presidi - spiega Conticelli -. C'è il rischio che qualcuno provi ad insediarsi nei punti dove abbiamo sgomberato le prime baracche. Alle forze dell'ordine e alle associazioni chiediamo di tenere entrambi gli occhi aperti". Polemico, invece, il vice presidente vicario del consiglio comunale Silvio Magliano. "Ci auguriamo che queste persone non restino in corso Vigevano per trent'anni - ironizza Magliano -. Conosciamo bene certi modus operandi ma in un momento di crisi come questo occorre valutare bene tutte le possibilità".

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