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Niente più favelas per il ponte di via Mazzarello: sgomberate le baracche abusive

La baraccopoli esistente da mesi sotto il cavalcaferrovia è stata demolita. E il trincerone, negli scorsi giorni, è stato ripulito dalla foresta che vi stava crescendo

Niente più bivacco abusivo per i disperati sotto il cavalcaferrovia di via Santa Maria Mazzarello. A inizio week end la piccola favelas che era sorta sotto il pilastro nord del ponte è stata demolita. Ne avevamo parlato qualche giorno fa: un paio di casette che alcuni disperati si erano costruiti sotto il ponte della ferrovia Torino-Modane erano state oggetto di un intervento in Circoscrizione Due; il motivo? Il luogo scelto dai disperati per farne il loro rifugio, sebbene fosse appartato, era in realtà pericolosissimo, perché posto su un terrapieno a strapiombo sulla ferrovia. Sarebbe bastata una distrazione per un incidente dalle conseguenze mortali.

Chiaramente i clochards, che si erano accampati lì sotto da mesi, con tanto di orto e di “pennone” sul quale issare una bandiera italiana recuperata chissà dove, dovevano sbaraccare e andarsene: ne andava della loro sicurezza e anche della loro salute, perché il trincerone, diventato una sorta di boscaglia, è invaso da una ratti di grandi dimensioni, le tane dei quali sono ben visibili lungo tutto corso Trattati di Roma.

Ad oggi, delle casette non rimane che qualche asse di legno ammucchiato in un angolo, dei tappeti rimasti a terra e le pianticelle del piccolo orto. Il resto è stato portato via. Avvenuto lo sgombero, alcuni addetti hanno provveduto a disboscare parzialmente la macchia di vegetazione cresciuta in maniera eccessiva, e anch’essa pericolosa. “Sono contento che la mia segnalazione sia stata utile per risolvere il problema – commenta Alessandro Iocola, consigliere del Pdl in Circoscrizione Due, che nell’ultimo consiglio aveva sollevato il problema della baraccopoli sotto il ponte – e mi fa piacere che chi di dovere sia intervenuto in tempi brevi. Mi era stato segnalato anche un via vai di rom da questa zona, e temevamo il crearsi di un nuovo campo abusivo. Fortunatamente è stato tutto smantellato, per la sicurezza di tutti”.

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