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Senza una casa da cinque mesi "Vivo sotto il ponte con i tossici"

Toccante la storia di Hamadi Rafi, tunisino di 59 anni che dopo 35 anni in Italia si è trovato prima senza lavoro e poi senza una casa. L'uomo vorrebbe solo poter tornare a vivere, senza delinquere

La sua vita passa dalla strada, tra il ponte Mosca di lungo Dora Agrigento e i banconi di Porta Palazzo. In giro in cerca di un lavoro e di un posto dove dormire. Da cinque mesi, infatti, la vita gli ha voltato le spalle e ad Hamadi Rafi, tunisino di 59 anni, è toccato chiamare casa un ponte dove ogni giorno i tossicodipendenti fanno la fila per andare a bucarsi. Hamadi è solo una delle tante facce della crisi che avvolge l’Italia. Una crisi che tocca anche gli stranieri, quelli come lui che in Italia hanno messo piede 35 anni fa, non certo ieri. Hamadi ha vissuto con la famiglia in via Bra fino allo scorso giugno. Fino alla perdita del lavoro.

“Facevo il carpentiere e il saldatore – racconta l’uomo -. Poi sono sorti dei problemi e mi sono trovato in quella condizione che non augurerei a nessuno, quella di scegliere se dare da mangiare ai figli o pagare bollette e affitto”. Apparentemente facile la soluzione. E così dopo mesi passati a non pagare l’affitto è arrivato puntuale anche lo sfratto. “All’inizio ho dormito dentro una casa in costruzione dalle parti di via Lanino – racconta il tunisino -. Aspettavo la fine del turno per entrare lì dentro con un materasso e due coperte”. Qualcuno poi lo ha scoperto e per Hamadi cambiare aria è diventato inevitabile.

Ma senza una meta fissa il tunisino ha scelto di seguire degli amici e andare a dormire sotto il Ponte Mosca. Proprio su quelle sponde maledette, narcosale a cielo, che sera diventano luogo di ritrovo per i senzatetto. “Dopo le ore 18 arrivano tane persone – continua l’uomo -. Tutte in cerca di un riparo da occhi indiscreti”. Ma perché proprio sotto un cavalcavia e non tra i locali dell’area Ponte Mosca? Anche su questo punto Hamadi sembra avere le idee chiare. “Ci sono troppi delinquenti che dormono tra le Grandi Motori e i locali della Provincia – confessa il tunisino -. E io sto solo cercando un lavoro che mi permetta di ricominciare a vivere. E magari una casa popolare”. Chi potesse aiutare Hamadi può chiamare al numero di telefono 333-4926999.

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