Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca Lucento / Via Giovanni Tommaso Terraneo

I campi da tennis rischiano di chiudere e il quartiere raccoglie le firme

Finirà al Tar il futuro dell'impianto sportivo comunale Valdellatorre di via Terraneo 11/A. La circoscrizione vuole riprendere le chiavi ma la polisportiva non cede

I campi sotto sfratto. Un centinaio di bambini che attendono di sapere dove giocare a tennis. E’ sempre più intricata la situazione dell’impianto sportivo comunale Valdellatorre di via Terraneo 11/A. Tra le proteste della circoscrizione Cinque e gli appelli del quartiere – raccolta al momento 350 firme di protesta - c’è un’ordinanza di sgombero emessa dal Comune di Torino a carico dell’associazione Polisportiva De Coubertin. Lunedì, volente o nolente, qualcosa succederà. Il presidente Rocco Florio si recherà in via Terraneo con alcuni responsabili della Città per parlare con la polisportiva e ritirare le chiavi che danno accesso a quei sei campi da tennis, quattro all’aperto e due al chiuso.

“Per noi si tratta di un’occupazione abusiva. L’accordo tra De Coubertin e Lucento non è accettabile e noi non lo riconosciamo” dichiara Florio La palla passerebbe così nelle sole mani dell’associazione Lucento che tre anni fa ha ottenuto dal Comune la concessione dell’intero impianto, per cinque anni. Parliamo non solo dei campi da tennis ma anche del campo da calcio a 11. Il tutto in attesa della predisposizione di un bando pubblico per la concessione definitiva. In questi anni la De Coubertin ha trasformato un’area in stato di abbandono in uno spazio a disposizione della popolazione. Oltre cento sono i bambini che hanno pagato la retta e che usufruiscono dei terreni.

“Nel 2010 siamo stati contattati dalla società concessionaria per l’affidamento del tennis, con la previsione di formalizzare l’accordo in una associazione temporanea di impresa per la gestione differita dei campi relativi e di parte della palazzina servizi” ha spiegato il direttore della polisportiva Ugo Veglia, preoccupato per il futuro della sua associazione. Il giorno 15, intanto, ci sarà l’udienza al Tar che aprirà nuovi scenari. “Speriamo di poter continuare a lavorare in via Terraneo. Ma ormai la decisione non spetta più a noi” conclude amareggiato Veglia.

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