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Lo sfogo dei vigili urbani: "La gente ci sputa addosso e poi pretende"

Vogliono essere in gruppi di 8 quando entrano negli insediamenti abusivi, vogliono aver caschi di protezione e mezzi adatti, perchè "l'opinione pubblica su di noi punta sempre il dito"

"Sulla strada prendiamo continuamente sputi, insulti, schiaffi, perché veniamo continuamente delegittimati dai giornali e anche dai politici, quelli che contestano le multe e fanno le battaglie contro di noi. Prima o poi a forza di denigrarci qualcuno si sentirà autorizzato a investirci o ad accoltellarci, e allora tutti piangeranno lacrime di coccodrillo per cinque minuti e poi tornerà come prima".

Lo sfogo è di quelli che a leggerlo lascia sconcertati. E' lo sfogo di un vigile che, insieme a tanti altri, è stato ascoltato da Palazzo Civico in occasione dell'incontro con le rappresentanze sindacali della polizia municipale. Una due ore che a qualcuno del Comune ha lasciato il segno, come al grillino Vittorio Bertola che ha deciso di riportare le dichiarazioni dei vigili pubblicandole sul proprio profilo Facebook.

La figura del vigile è sulla linea di confine, una linea molto sottile che segna come una trincea il loro posto tra i cittadini che, contemporaneamente si lamentano dei civich che "fanno troppe multe" e dei vigili che "non vengono mai a multare quando li chiami". Quasi come se la loro figura dipendesse un po' dall'umore delle persone o dal fatto che vengano multate loro oppure gli altri.

E poi c'è la questione campi rom: tre di loro, sono in questi giorni nel mirino della magistratura per un'aggressione avvenuta durante lo sgombero dell'insediamento di lungo Stura Lazio: "La campagna dei giornali contro di noi è vergognosa, e neanche il Comune ci ha difesi. In quel caso i tre colleghi sono stati mandati allo sbaraglio, li hanno mandati in tre a fermare un nomade con una Panda a due porte, ora immaginatevi voi a caricare un fermato recalcitrante sui sedili dietro di una Panda a due porte… così hanno dovuto fermarsi lì e chiamare un’altra auto, e aspettare, e subito sono arrivate trenta o quaranta persone minacciose e li hanno circondati. Loro sono stati estremamente professionali, sono stati bravissimi". I vigili non vogliono più entrare in condizioni simili all'interno degli insediamenti rom, chiedono più sicurezza e che sia consentito l'ingresso ai campi in gruppi di otto, avere caschi e protezioni, insomma, mezzi adatti. Sì, perchè i "computer sono vecchi" e "lo spray al peperoncino che abbiamo in dotazione è scaduto da anni".

E poi l'altra faccia della medaglia, il caso di Andrea Soldi, l'uomo schizofrenico morto lo scorso agosto in seguito a un Tso. Caso che ha fatto il giro di tutta la Penisola e per il quale tre vigili - insieme allo psichiatra - sono ora indagati di omicidio colposo. Le testimonianze parlano di vigili aggressivi, "che hanno sbattuto Andrea a terra con violenza". Ipotesi, racconti e testimonianze che potranno essere confermate o smentite solo dalle indagini. Però il caso resta.

E allora chi ha ragione? Probabilmente tutti e sicuramente della questione non si può fare di tutta l'erba un fascio. I vigili chiedono più tutele e di essere destinati a un settore specifico: "La politica deve scegliere delle priorità, se vuole che tuteliamo il decoro oppure la sicurezza oppure la movida oppure il traffico o cos’altro, non possiamo più accontentare tutti".

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