Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca San Donato / Corso Regina Margherita

Thyssen, Cassazione: "Non saranno aumentate le pene degli imputati. Operai eroi"

Nell'aprile scorso la Cassazione aveva rimandato alla Corte d'Appello il compito di emettere nuova sentenza sul caso ThyssenKrupp. Nelle motivazioni si legge che le pene non potranno essere superiori a quelle già giudicate

"Colpevoli, ma le pene vanno rideterminate", con queste parole si era espressa la Corte di Cassazione lo scorso 25 aprile sui sei imputati per la tragedia della ThyssenKrupp che nel 2007 vide la morte di sette operai in un vasto incendio scoppiato all'interno dello stabilimento di corso Regina Margherita. A quell'affermazione è stato aggiunto un dettaglio non da poco, arrivato con la motivazione della sentenza: le sanzioni già inflitte - si legge nelle 214 pagine scritte dai giudici della Cassazione - non potranno essere aumentate.

Ecco dunque che la sentenza che dovrà dare nuovamente la Corte d'Appello ha già un paletto molto forte, quello della pena massima. Ciò vuol significare che i sette imputati saranno sì condannati, ma le loro pene andranno dai sette ai dieci anni di reclusione. E in alcuni casi, forse un paio, potrebbero addirittura essere ridotte.

La sentenza di aprile aveva confermato l'esclusione dell'omicidio volontario con dolo eventuale per l'amministratore delegato Herald Espenhahn, dando ragione al secondo grado di giudizio che parlava di omicidio colposo con colpa cosciente. Bocciando la prima ipotesi di reato, la Cassazione nella sentenza ha ancora aggiunto che per il dolo eventuale non basta che ci sia un'accettazione del rischio che succeda qualcosa, ma c'è bisogno di un'indagine penetrante nella sfera mentale dell'imputato. E nel caso di Espenhahn sarebbero stati troppi gli aspetti trascurati in primo grado di giudizio, quando il dolo eventuale era entrato nella sentenza di condanna, scrivendo di fatto un nuovo capito della giurisprudenza italiana.

Infine la Cassazione la condotta che quella tragica notte ebbero gli operai: non hanno colpe perché erano intervenuti, come spesso facevano, per spegnere un piccolo focolaio sulla linea 5. Questa improvvisamente si è trasformata in una palla di fuoco. Nel caso delle vittime la Cassazione parla di "eroismo".

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