Cronaca Corso Vittorio Emanuele II

Torino, assolto dall'accusa di stupro: "Lei era ubriaca e la porta era socchiusa, invito a osare"

Una sentenza della Corte d'Appello che sta facendo discutere

Assolto dalla condanna di stupro perché la vittima lo avrebbe indotto a 'osare'. È questa in breve la motivazione che la Corte d'Appello di Torino ha espresso per ribaltare quanto i giudici avevano giudicato in primo grado relativamente a un caso di stupro avvenuto nel 2019. Una sentenza che sta facendo discutere e non poco. 

I fatti vengono riportati dal quotidiano torinese Cronaca Qui e dal Corriere della Sera di oggi, giovedì 7 luglio. Una ragazza nel 2019 incontra un amico e con lui si intrattiene in un locale di via Garibaldi quando la donna decide di andare in bagno e si fa accompagnare dall'uomo che conosceva quel posto perché vi aveva lavorato. 

Lì avviene lo stupro. Secondo i giudici della Corte d'Appello la ragazza "alterata per un uso smodato di alcol (...) provocò l'avvicinamento del giovane che la stava attendendo dietro la porta", riporta l'agenzia di stampa ANSA citando la sentenza. L'imputato "non ha negato di avere abbassato i pantaloni della giovane", ma, secondo il giudice della Corte d'appello, "nulla può escludere che sull'esaltazione del momento, la cerniera, di modesta qualità, si sia deteriorata sotto forzatura".

La ragazza lasciando la porta socchiusa e chiedendo aiuto al ragazzo avrebbe indotto il ragazzo a 'osare', da quanto viene riportato. La sentenza è stata impugnata in Cassazione dal sostituto procuratore generale Nicoletta Quaglino. Un caso che ricorda una sentenza simile del 1998 quando i giudici ritennero che la presunta vittima di uno stupro fosse consenziente perché indossava i jeans.

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