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Stepchild adoption, la Corte d’Appello dice sì: prevalgono i legami

I giudici torinesi danno il via libera all'adozione dei figli della compagna a due coppie di donne

Le coppie omosessuali possono adottare i figli dei compagni. La legge non c’è, ma a Torino due coppie di donne hanno ottenuto comunque l’adozione dei figli della compagna. A deciderlo è stata la Corte d’Appello, dopo il "no" in primo grado.

Il parere positivo, alle richieste di stepchild adoption, arriva sulla base dell’interpretazione della legge in vigore sulle adozioni che prevede, in casi particolari, l’adottabilità anche da parte di una persona diversa dal genitore biologico.

Le sentenze torinesi citano, nelle motivazioni, la Corte Europea dei diritti dell’Uomo secondo cui il concetto di vita familiare deve essere "ancorato ai fatti": l'esistenza di un nucleo familiare "non è subordinata all'accertamento di un determinato status giuridico", ma alla "effettività dei legami".

La Corte d’Appello, per esprimersi, ha valutato tutti gli aspetti pratici dei casi, parametri come la situazione personale ed economica delle richiedenti, la salute, l'ambiente familiare, valutando come “i minori siano sereni e allegri, ben accuditi”.

Non possiamo che essere soddisfatti per questa sentenza che sancisce in modo inequivocabile, come richiamato nelle motivazioni, che 'nessun rilievo può avere la circostanza che il ruolo familiare sia formato da un’unione affettiva eterosessuale ovvero tra persone dello stesso sesso' nella capacità genitoriale di crescere ed accudire figli". Queste le parole di Marco Giusta, presidente di Arcigay Torino, dopo la sentenza della Corte d'Appello torinese che apre ai primi due casi di stepchild adoption. Conclude Giusta: “Il mio augurio va alle mamme che finalmente hanno visti riconosciuti i diritti delle loro famiglie anche grazie ai pronunciamenti della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, che ci ricorda continuamente che ad avere valore sono i legami affettivi e familiari fra figli e genitori”.

Rilancia Gabriele Piazzoni, segretario Nazionale di Arcigay: "La sentenza di Torino è un importante riconoscimento che la capacità di provvedere alle necessità affettive e materiali dei figli dipende dalla capacità di garantire ai bambini un ambiente sereno e sicuro. Ancora una volta i tribunali sanciscono il diritto dei figli ad avere buoni genitori, che li amano e li proteggono, e questa è una caratteristica che non dipende dall'orientamento sessuale".

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