Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca

No Tav, assolti dall'accusa di terrorismo i quattro attivisti di Chiomonte

La Corte d'Assise di Torino ha dichiarato, in ordine alla condotta di terrorismo, che il "fatto non sussiste". I quattro imputati restano colpevoli solo degli altri reati

Sono stati condannati a 3 anni e sei mesi i quattro attivisti No Tav, colpevoli di aver incendiato i macchinari del cantiere di Chiomonte, ma non colpevoli di terrorismo.

E' questo il verdetto della Corte d'Assise di Torino che riduce la pena per i quattro imputati da 9 anni e sei mesi a 3 anni e sei mesi poichè il "fatto di terrorismo non sussiste". I responsabili sono quindi colpevoli per tutte le altre condotte, in particolare per la detenzione di armi da guerra e danneggiamenti seguiti all'incendio, ma non per la condotta terroristica. I quattro attivisti No Tav -  Niccolò Blasi, Mattia Zanotti, Chiara Zenobi e Claudio Alberto, in carcere dal 9 dicembre del 2013 - erano stati accusati di terrorismo in seguito all'assalto al cantiere della Torino-Lione avvenuto nel maggio 2013.

I pm Andrea Paladino e Antonio Rinaudo avevano chiesto 9 anni e mezzo per tutti e quattro gli imputati, con l'applicazione di un articolo del codice che ritiene terroristica ogni condotta che tenda a costringere il Paese ad "astenersi dal compiere un qualsiasi atto" - impostazione questa non sostenuta dalla Cassazione e duramente contestata dal movimento No Tav.

Precenti al verdetto alcuni episodi posti in essere dalle frange estreme del movimento No Tav. Il primo all'alba di ieri, dove alcuni manifestanti hanno di fatto bloccato a Vercelli un convoglio diretto a Parigi. Il secondo in una ditta di Rivoli impegnata nel cantiere e nel cui giardino sono state trovate due bottiglie incendiarie contenenti liquido infiammabile.

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