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immagine di repertorio

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Presunte tangenti nelle camere mortuarie: condannati dipendenti Asl, assolti titolari agenzie funebri

La difesa: "Erano soltanto mance irrisorie"

Quattro condanne, tre assoluzioni e otto proscioglimenti. Si è concluso così ieri, lunedì 16 giugno 2020, davanti alla Corte d'appello di Torino, il processo di secondo grado per le presunte tangenti negli obitori degli ospedali di Ivrea e Cuorgné. A essere condannati sono stati soltanto i dipendenti delle strutture ospedaliere, con pene comprese tra nove mesi e un anno e quattro mesi e comunque tutte estremamente ridotte rispetto a quelle inflitte tre anni prima nel processo di primo grado. A tutti è stata concessa, vista la tenuità delle condanne, la sospensione condizionale della pena.

Assolti, invece, tutti i titolari delle agenzie funebri coinvolte nell'inchiesta della guardia di finanza del 2015. Secondo l'accusa, avrebbero pagato mazzette ai dipendenti delle camere mortuarie per assicurarsi il servizio di vestizione dei defunti, mentre i dipendenti dell'Asl avrebbero indicato ai parenti dei defunti soltanto le agenzie che pagavano loro la tangente. Secondo i difensori degli imputati, che hanno avuto quindi ragione secondo la sentenza per cui sono cadute le accuse, non si trattava di mazzette ma al massimo di mance per cifre irrisorie per la collaborazione del personale degli obitori.

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