rotate-mobile
Sabato, 22 Gennaio 2022
Cronaca Borgo Po / Corso Moncalieri, 47

Cioccolato Peyrano, il nuovo proprietario vince la battaglia contro i vecchi: stop al nome nell'azienda concorrente

La sentenza del giudice: non possono spendere il loro nome per pubblicizzare prodotti concorrenti

Nuovo capitolo per la saga della Peyrano, azienda dolciaria più famose di Torino (e non solo) con sede in corso Moncalieri. Dopo il fallimento di inizio 2019, conseguente ai problemi economici dell'anno precedente, l'azienda era stata rilevata dall'imprenditore Alessandro Pradelli. Non soltanto le strutture e i macchinari, ma anche tutti i prodotti, le ricerche e naturalmente lo storico marchio. Nei mesi scorsi, tuttavia, quest'ultimo ha dovuto rivolgersi alla giustizia chiedendo di fare valere le proprie ragioni contro i vecchi proprietari, i coniugi Giorgio Peyrano Pedussia e Bruna Giorgio e contro una società, la Gufo Bianco srl (che ha punti vendita a Torino e Carmagnola), per la produzione, da parte di quest'ultima, di prodotti con il marchio Re Giorgio, che fa riferimento proprio alla vecchia proprietà.

Il 21 novembre 2021 il giudice Luca Martinat del tribunale delle imprese di Torino ha dato ragione a Pradelli: si tratta di concorrenza sleale. È stato imposto alla Gufo Bianco il divieto di "produrre, commercializzare, pubblicizzare, promuovere, confezionare ed etichettare prodotti di cioccolateria e affini" contenenti qualsiasi riferimento alla Peyrano e alla sua tradizione. Per quanto riguarda i coniugi Peyrano, lo stesso giudice ha emesso l'inibizione a "partecipare, direttamente o indirettamente, in qualsiasi forma e modo, a qualsiasi attività concorrente con quella della Peyrano Torino (l'azienda di Pradelli, ndr), compresa la partecipazione all'impresa Gufo Bianco" con l'eccezione di "mere funzioni di dipendenti, senza spendere però il loro nome a favore del pubblico".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Cioccolato Peyrano, il nuovo proprietario vince la battaglia contro i vecchi: stop al nome nell'azienda concorrente

TorinoToday è in caricamento