Cronaca

Lasciata a casa senza stipendio perché no vax, il giudice dà ragione ai datori di lavoro. Il caso nel Torinese potrebbe fare scuola

Avrebbe dovuto stare a contatto con persone fragili

Cartelli dei no vax (immagine di repertorio)

Il giudice del lavoro Federica Fabaro del tribunale di Ivrea ha dato ragione ai vertici della cooperativa sociale Clavasius di Chivasso (rappresentata in giudizio dagli avvocati Massimiliano Elia e Luca Fazzini) che avevano sospeso dal servizio e lasciato senza stipendio un’operatrice sanitaria no vax di una casa di riposo del Torinese, che aveva appunto rifiutato di vaccinarsi contro il coronavirus. La sentenza, di inizio agosto 2021, ha confermato che per la Costituzione prevale la salute pubblica rispetto alla libertà individuale. E quindi una persona non vaccinata non può assistere gli anziani, per definizione soggetti fragili, senza esporli al rischio di contagio.

La donna, un'italiana di 54 anni, aveva presentato ricorso contro il provvedimento di sospensione dei suoi datori di lavoro che è stato respinto. Nella sentenza si precisa anche che l'obbligo vaccinale non è in contrasto e anzi è previsto dalla Costituzione e che i vaccini attualmente somministrati sono stati autorizzati da tutti gli enti che hanno competenza per farlo. La sospensione potrà avere fine se la dipendente deciderà di vaccinarsi. La sentenza è tra le prime che danno ragione ai datori di lavoro che sospendono i dipendenti no vax che devono stare a contatto con soggetti fragili.

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