Cronaca

Thyssen: il processo non è chiuso, si torna in Corte d'Assise

Il processo per l'incendio avvenuto nel 2007 non si è concluso. La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato la sentenza d'appello e ha rinviato gli atti alla Corte d'Assise per la rideterminazione delle pene

"Colpevoli, ma le pene vanno rideterminate". Questa l'esito delle oltre quattro ore di Camera di Consiglio dei giudici delle sezioni penali della Corte di Cassazione impegnati nel delicato processo della ThyssenKrupp, a quasi sette anni dalla tragedia che aveva spento la vita di sette operai. Sono state riconosciute le colpe degli imputati, ma non il dolo. Tradotto in termini pratici, ci saranno condanne per tutti loro, ma dovrebbero essere di gran lunga inferiori a quelle sentenziate in primo grado di giudizio.

Il processo dunque è ancora lontano dal potersi definito chiuso. La Suprema Corte ha trasmesso gli atti del processo nuovamente alla Corte d'Assise d'Appello del Tribunale di Torino per la rideterminazione delle pene, probabilmente - come detto - al ribasso. Ed è su questo punto che è esplosa nuovamente la rabbia dei parenti delle sette vittime: "Codardi - è stato urlato dalla mamma di uno degli operai che nel 2007 ha perso la vita - non hanno avuto il coraggio di emettere una sentenza, dire qual è la verità". Urla e animi esagitati fin oltre l'una e mezza di notte. Poi, anche grazie alla telefonata di uno del pubblici ministeri del processo torinese, si sono placati.

In primo grado di giudizio la sentenza aveva condannato gli imputati per omicidio volontario con dolo eventuale. Nel 2013 la Corte d'Appello aveva cambiato la condanna in omicidio colposo, condannando l'amministratore delegato di Thyssen Italia Harald Esphenahn a dieci anni di reclusione, a otto anni l'allora responsabile della sicurezza Cosimo Cafueri, a 8 anni e mezzo il responsabile dello stabilimento Raffaele Salerno, a 7 anni ciascuno i membri del Comitato esecutivo Gerald Priegnitz e Marco Pucci e a 9 anni l'allora dirigente con funzioni di direttore e competenza negli investimenti Daniele Moroni. Anche per l'ultimo atto sarà escluso il dolo eventuale.

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