Seminterrato trasformato in serra per la coltivazione della marijuana: due arresti

Alcune delle piantine poste sotto sequestro

La Guardia di Finanza di Torino, con la collaborazione di personale della Polizia di Stato della Squadra Mobile di Torino, ha scoperto una vera e propria coltivazione di marijuana al coperto gestita da due uomini 50enni italiani in un ampio seminterrato in zona Borgo Vittoria a Torino.

Alcuni movimenti sospetti, uniti alla presenza del persistente odore tipico della marijuana, avevano infatti attirato l’attenzione dei finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, tanto da permettere di individuare la cantina di circa 300 metri quadri adibita a serra e arrestare i responsabili mentre erano intenti nelle operazioni di innaffiamento e cura delle piante.

Ben 300 sono gli arbusti di cannabis indica, di varie dimensioni e in piena fase vegetativa, rinvenuti nello scantinato il cui accesso era possibile unicamente tramite un buco nel muro nascosto da un mobile.

La crescita e il mantenimento delle piante erano garantiti dalla presenza di un sofisticato sistema di illuminazione e riscaldamento allacciato abusivamente alla rete elettrica urbana, costituito da potenti lampade ad alta pressione, con potenza individuale fino a 600 Watt, il cui effetto veniva amplificato dall’utilizzo di plafoniere riflettenti. Nelle serre erano anche presenti termosifoni elettrici per garantire il mantenimento della temperatura ideale, attrezzatura per l’irrigazione, ventilatori per il ricambio dell’aria, flaconi di fertilizzante e strumenti per la misurazione del pH.

La cannabis indica era coltivata con specifiche competenze tanto che conteneva un quantitativo medio di principio attivo superiore al 2%, come stabilito all’esito delle indagini condotte dal personale tecnico dei Laboratori Chimici dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli di Torino, prontamente intervenuti sul posto.

La piantagione illegale, le attrezzature e i locali a uso serra sono stati sequestrati, mentre per i due responsabili sono scattate le manette e sono stati condotti presso la casa circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino.

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