Cronaca

Thyssen, Confindustria chiede scusa per l'applauso di sabato a Bergamo

Sabato l'applauso a Espenhahn, l'ad condannato per la morte dei sette operai. Oggi arrivano le scuse del direttore generale Galli. Ma Calderoli si chiede: "Dov'è la Marcegaglia?"

Le scuse dopo le polemiche. "L'applauso all'amministratore delegato di Thyssen è stato sbagliato, inopportuno, e colgo l'occasione per chiedere scusa a nome di Confindustria ai familiari delle vittime e all'opinione pubblica che si è sentita colpita e offesa". Lo ha detto il direttore generale di Confindustria, Giampaolo Galli intervenendo alla trasmissione "Cofeee Break" su La7. "Ma quell'applauso - ha aggiunto - va capito perché è spontaneo in una platea di imprenditori. Perché c'é stato? Perché le imprese si trovano preoccupate per l'estrema incertezza del diritto in Italia".

Sabato scorso la Confindustria riunita a Bergamo aveva tributato un applauso in favore di Harald Espenhahn, l’amministratore delegato di Thyssenkrupp Italia condannato a 16 anni e mezzo per la morte dei sette operai nell’acciaieria di Torino nel dicembre 2007.

Galli ha ricordato che durante l'assise di Bergamo, che si è tenuta a porte chiuse, ci sono stati due applausi, tra i quali uno "molto intenso alla presidente Marcegaglia quando ha detto con grande forza che ogni incidente sul lavoro è una sconfitta per l'impresa. Questo è un punto molto chiaro per noi". "Noi siamo i primi ad essere seriamente impegnati affinché non ci siano incidenti - ha detto successivamente Galli - Noi abbiamo un impegno fortissimo sulla sicurezza sul lavoro. Un manager cerca di fare squadra con i propri dipendenti. Se non lavori insieme con gli operai non vai da nessuna parte. E un incidente sul lavoro può anche distruggere anni di lavoro fatto per creare una squadra".

Dopo aver spiegato che l'applauso all'ad della Thyssen è stato sbagliato e inopportuno Galli ha spiegato quelle che potevano essere le ragioni dell'applauso, legandole dell'incertezza del diritto. "Le regole - ha detto - vanno applicate in modo uguale per tutti, in modo equo e giusto". "Le sentenze si rispettano", ha aggiunto ma "ha detto lo stesso Guariniello che la sentenza era storica, un unicum, che accadeva per la prima volta al mondo". "Personalmente - ha poi detto Galli - credo che le sentenze non debbano essere esemplari, ma giuste". Il nodo - secondo il direttore di Confindustria - è quello di "una giustizia che in alcuni casi è più severa che in altri paesi europei e in altri casi non fa nulla. Inoltre abbiamo un'amministrazione che in questo caso sembrerebbe non funzionare. La stessa procura ha avviato un fascicolo contro la asl che aveva fatto controllo e non aveva trovato nulla di irregolare"

Per il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli sono importanti ma insufficienti le scuse di esponenti di primo piano di Confindustria per gli applausi della platea confindustriale al direttore della ThyssenKrupp, condannato per il rogo di Torino. "Mi ha però sorpreso il silenzio, molto rumoroso e rimbombante, da parte del presidente Marcegaglia, così come pesanti e rimbombanti - spiega Calderoli in una nota - sono stati i silenzi da parte di tutti coloro che avevano il dovere di denunciare l'accaduto, a cominciare dalle forze politiche che in passato avevano nel loro dna la difesa degli operai e oggi hanno più a cuore i poteri forti". "Invece niente, tutti zitti, fino a quando il sottoscritto non ha lanciato il sasso censurando pesantemente l'applauso della platea confindustriale verso i vertici della ThyssenKrupp. Ma di questi colpevoli silenzi - conclude Calderoli - i lavoratori si ricorderanno a lungo".

Il presidente della Confindustria "Emma Marcegaglia, verrà nei prossimi giorni a Torino per incontrare i familiari delle vittime della Thyssen". Lo riferisce il deputato del Pd, Antonio Boccuzzi, ex operaio dell'industria.

Fonte: Ansa

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