Educazione, Magliano: "Basta con le promesse alle scuole paritarie"

Troppe mezze verità e promesse puntualmente disattese di una maggioranza che aggiunge le beffe al danno: come si fa a rivedere il modello FISM quando tutto è già ridotto al minimo? Resta solo la possibilità di aumentare le rette o, in alcuni casi, cessare l’attività: possibilità che per il Comune, è inutile negarlo, sarebbe disastrosa

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TorinoToday

Nel 2014 le scuole dell’infanzia Fism torinesi hanno ricevuto solo il 10% dei contributi pubblici. Il Comune di Torino ha pagato il saldo 2013 il 5 dicembre 2014. Per il 2014, invece, si paventano, oltre al ritardo clamoroso, anche tagli notevoli al contributo previsto.

In una situazione del genere non è possibile pagare né gli stipendi né i fornitori delle scuole. Per molti istituti il rischio è chiudere, per altri alzare le tariffe alle famiglie.

È inutile che l’Assessore Passoni dica che il modello Fism deve essere riformato per costare meno. I costi della Fism sono al 70% di personale, che è già ridotto all’osso (una maestra per sezione, un membro del personale ausiliario per 4 sezioni e un addetto alla cucina ogni 6 sezioni), mentre il resto sono le utenze, il cibo e le tasse comunali. Fa quasi sorridere che il Comune inviti a rivedere i costi quando gli unici costi che aumentano in modo incontrollato sono le tariffe comunali. Non posso che essere solidale e vicino a tutti i dipendenti delle scuole FISM che hanno appena siglato un accordo sindacale inevitabile, ma decisamente pesante e amaro, per i lavoratori soprattutto, ma anche per le scuole che si ritrovano a non avere i fondi per pagare la tredicesima chi lavora.

Se le scuole FISM chiuderanno sarà il Comune a dover inserire nelle scuole comunali sia gli insegnanti, sia gli alunni: una necessità che nasce dall’ordinamento vigente sulla scuola e che manderebbe al collasso il sistema. Questo l’Assessore lo sa bene, ma spera che come sempre la capacità e le qualità delle scuole paritarie trovino le soluzioni ai problemi della Giunta e della maggioranza.

NCD si batterà per le istanze presentate dal Presidente Regionale e dal Presidente FISM di Torino, Luigi Vico, per tutelare le famiglie e gli insegnanti, affinché oltre 6mila studenti e circa 500 lavoratori tra insegnanti e operatori mantengano da una parte il loro diritto alla libertà di educazione e dall’altra il loro posto di lavoro. Il Comune non si può occupare di tutelare il lavoro nel privato e

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