Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca Aurora

I muri di Aurora invasi dalle scritte anarchiche. "Ma chi paga per la pulizia?"

Tra Porta Palazzo e corso Novara si contano centinaia di graffiti, quasi tutti di matrice anarchica. Messaggi contro le forze dell'ordine, inviti alla rivolta e insulti ai partiti. "Bisogna punire queste persone"

Da anni i muri di borgo Aurora e borgo Dora sono lasciati alla mercé degli anarchici. Tra piazza della Repubblica e corso Novara si contano infatti centinaia di scritte sui muri. Quasi tutte in lingua italiana anche se buttando un occhio se ne possono scorgere diverse in francese e in arabo. Alcune sono presenti da anni, altre sono più fresche. Principalmente si tratta di messaggi di odio accompagnati da inviti alla rivolta. Ma non mancano le contestazioni contro i centri di identificazione ed espulsione – vedi il Cie di corso Brunelleschi - o le frasi di solidarietà per gli arrestati e i compagni anarco-insurrezionalisti. All’appello anche i riferimenti alle manifestazioni e gli insulti al partito della Lega Nord e alle forze dell’ordine. I più tartassati sono i muri di Porta Palazzo, in particolare quelli del quinto padiglione alimentare di piazza della Repubblica dove imbrattare è diventata quasi una prassi.

Un tour di veleni e messaggi deliranti che ogni volta manda su tutte le furie i commercianti e gli ambulanti che non ne possono più di trovarsi i muri vergati puntualmente dai soliti noti. "Fuoco ai Cie", "10, 100, 1000 evasioni", "Più rivolte, più libertà". Ecco le frasi che campeggiano sui muri. E come detto non mancano le rivendicazioni contro la polizia e i partiti. "Lega Nord merda" oppure "Combattere la paura, resistere alla polizia".

Ma la vera domanda è una sola. Chi paga per la pulizia delle scritte? Una domanda che da anni si pone anche la consigliera del Pdl in circoscrizione Sette Patrizia Alessi. "Bisogna intervenire perché non si può più continuare con questa politica tollerante e permissiva verso gli anarchici – spiega Alessi -. Noi tutti ne abbiamo le tasche piene. I nostri giardini e i nostri negozi non sono di proprietà dei centri sociali". Parole forti anche dai commercianti e dagli ambulanti. "E’ ora che le istituzioni decidano da che parte stare – lamentano tra gli altri gli operatori di Porta Palazzo -. Altrimenti la prossima volta faremo pulire noi i muri a questi signori, con le buone o con le cattive".

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