Giaglione: bastoni e sassi dai No Tav contro le forze dell'ordine, che reagiscono con una carica e con i lacrimogeni

Protesta per l'ampliamento del cantiere

Il momento degli scontri all'ingresso Pradonio di Giaglione ieri pomeriggio

Tensioni e scontri nel pomeriggio di ieri, giovedì 10 dicembre 2020, all'ingresso Pradonio di Giaglione dove si è tenuta una manifestazione del movimento No Tav per protestare contro l'ampliamento del cantiere della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione nella zona dei Mulini. Un gruppo di meno di un centinaio di persone, staccatosi da un precedente presidio tenutosi a Venaus, ha raggiunto il cordone delle forze dell'ordine bersagliandolo con sassi e altri oggetti contundenti. Queste ultime hanno reagito con una carica di alleggerimento e con il lancio di lacrimogeni.

"Manifestare è sacrosanto, avere le proprie idee dissenzienti anche, ma creare problemi di ordine e sicurezza e scagliarsi contro persone che svolgono il compito per cui vengono pagate, poco e male, non solo non è degno di alcuna comprensione o rispetto, ma è e rimane un comportamento criminale, da stigmatizzare e da punire con la massima severità”, dice Valter Mazzetti, segretario generale della Fsp-Polizia.

Il movimento No Tav, invece, parla di "dispositivo militare di occupazione totalmente sproporzionato e completamente asservito alle esigenze di Telt nel tentativo di ridurre al silenzio l’opposizione alla grande opera inutile. La polizia che da questa mattina cinge d’assedio il paese ha caricato indiscriminatamente i No Tav e lanciato lacrimogeni appena la fiaccolata si è avvicinata al bivio per Giaglione, tentando poi di prendere alle spalle i manifestanti con un fitta coltre di gas lanciati alcuni ad altezza d’uomo, mentre altri hanno colpito il parabrezza di alcune auto di passaggio".

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