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Giovedì, 29 Febbraio 2024
Cronaca Chiomonte

No Tav, scontri con la polizia: ci sono feriti

Scontri nei pressi del cantiere di Chiomonte, cinque arresti, trenta feriti tra le forze dell'ordine. Dopo ore di guerriglia torna la calma

La manifestazione No Tav ha registrato una partecipazione massiccia, si calcola che domenica siano saliti in Valle di Susa circa 40 mila persone. Ci sono stati scontri nei pressi del cantiere di Chiomonte, dove si sono riuniti i tre cortei partiti da Chiomonte, Giaglione ed Exilles. Un gruppo di manifestanti No Tav dopo essersi staccato dai cortei ha sfondato la recinzione di protezione al cantiere all'altezza dell'area archeologica intorno alle ore 13. Nei dintorni del cantiere continua il lancio di oggetti e sassi verso le forze dell'ordine. Secondo i siti No Tav un manifestante è rimasto "gravemente ferito" al volto da un lacrimogeno. Tra i No Tav una quindicina i ragazzi feriti, in maniera non grave. Alcuni sono stati trasportati in elicottero in ospedale a Torino. 76 i feriti registrati tra le forze dell’ordine (59 Polizia di Stato, 9 Carabinieri, 8 Guardia di Finanza)

Imponente il lancio di gas lacrimogeni nell'aria per tutta la giornata. La polizia ha utilizzato gli idranti per allontanare dalle recinzione alcuni giovani. Ci sono almeno due feriti lievi tra i manifestanti. Sono le frange più radicali del movimento quelle che sono entrate in contatto con la polizia. La stragrande maggioranza dei manifestanti (famiglie, anziani, bambini) è assolutamente pacifica. Cinque poliziotti feriti. Questo il primo bilancio: uno è svenuto a seguito dello scoppio di una bomba carta; un secondo ha riportato la frattura del setto nasale; un altro ha riportato ferite lacero-contuse al capo. Infine altri due hanno riportato ustioni.

La polizia riferisce di essere stata presa di mira non solo con pietre, petardi, bombe carta, ma anche con pericolose bottiglie piene di ammoniaca, parla"di impostazione paramilitare da parte dell'ala oltranzista del movimento No Tav". A dare man forte all'ala più radicale del movimento, sono venuti, sempre secondo la Questura, oltre a manifestanti da tutta Italia e anche dall'estero, anche gruppi di "black block che stanno dando sfogo alla più inaudita violenza focalizzata contro le Forze di Polizia".

Cinque persone sono state arrestate, tre sono provenienti da Modena, anarco-insurrezionalisti, pluripregiudicati per reati specifici; uno da Padova e uno da Bologna, antagonisti con precedenti specifici. Lo rende noto la Questura che rileva la presenza presenza in località La Maddalena "di circa 2000 aderenti a centri sociali, circa 800 dei quali appartengono all'antagonismo radicale e resistente, che rappresenta l'ala più dura di questo coagulo a livello europeo di professionisti della protesta, mentre circa 300 provengono dall'estero (Francia, Spagna, Austria e Germania)". Uno degli arrestati, a seguito dei politraumi riscontrati (sospetta frattura del naso, contusioni al torace e al capo), sta per essere trasportato in elicottero in ospedale.

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