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Cronaca Collegno

I genitori di Fabrizio Catalano chiedono la morte presunta dopo 16 anni, "ma continuiamo a sperare che torni"

Era scomparso sul sentiero Assisi-Gubbio

A 16 anni e tre mesi dal 21 luglio 2005, oggi, giovedì 21 ottobre 2021, i genitori di Fabrizio Catalano, il 19enne di Collegno svanito nel nulla da quel giorno nei boschi vicino ad Assisi (Perugia), dove si trovava per frequentare un corso quadriennale di musicoterapia, hanno deciso di chiedere la morte presunta del giovane al tribunale di Torino. Del caso si è occupato più volte la trasmissione 'Chi l'ha visto?' di Rai3, ma nessuna delle segnalazioni arrivate si è mai rivelata attendibile.

Ezio Catalano e Caterina Migliazza sono diventati nonni da poco. Una gioia in oltre un decennio e mezzo tormentato dalla sparizione e dal mancato ritorno del loro figlio. Sperano ancora che Fabrizio torni a casa anche se "ci sono atti che sono inevitabili", spiega la madre. "Io spero ancora un giorno di poter strappare questa dichiarazione, che serve per l'apertura della successione mortis causa. La procedura prevede che ci siano sei mesi di tempo per far pervenire al tribunale di Torino qualsiasi notizia della scomparsa di Fabrizio. La speranza è che chi ha informazioni si faccia avanti".

La scomparsa di Fabrizio Catalano

Fabrizio Catalano era un giovane molto religioso, impegnato nel volontariato sociale, che frequentava il secondo anno di un corso di musicoterapia ad Assisi. Il 21 luglio 2005, un mese prima di partire per le vacanze prenotate con la famiglia e con gli amici, non si era presentato alle lezioni e da allora non ha più dato notizie. Nella casa dove abitava erano stati trovati il telefono cellulare e gli occhiali che per lui erano indispensabili a causa di una forte miopia. Tre giorni dopo, sul sentiero di San Francesco per Gubbio, in località Valfabbrica, erano stati ritrovati i suoi documenti, in una sacca bianca. Sette mesi dopo, poco distante, toccò alla custodia della sua inseparabile chitarra.

Un’amica ha dichiarato di aver ricevuto da lui il 19 luglio 2005 una telefonata nel corso della quale le avrebbe detto: "Mi è successa una cosa bellissima... ho trovato la strada con l’aiuto del buon Signore", forse legata al cammino spirituale che stava compiendo. La madre, ritenendo che il figlio possa aver voluto rispondere ad una vocazione religiosa iniziando un pellegrinaggio nella zona di Assisi, ha scritto circa 300 lettere ad altrettanti istituti religiosi, ricevendo ad oggi solo tre risposte. Secondo i familiari, la prima fase delle ricerche, decisiva per capire che fine avesse fatto, non era stata condotta in modo efficiente.

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