Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca Mirafiori Sud

"Vogliono abbattere lo scoiattolo grigio". Pioggia di polemiche contro la proposta

Lo sciurus carolinensis ha invaso tutta la periferia Sud di Torino: è una specie invasiva, non originaria del Piemonte. In tanti contro il suo abbattimento

Sono troppi: vanno abbattuti. Per gli scoiattoli che saltellano allegramente nella periferia Sud di Torino potrebbero presto finire i giorni della letizia: per loro, i giorni potrebbero essere contati. “Diverse fonti di informazione hanno sottolineato l’imminenza di un intervento regionale volto all’assurda e aberrante eliminazione fisica degli esemplari di scoiattolo grigio insediatisi nel territorio piemontese”, ha spiegato Alessandro Lupi, consigliere Pdl in Circoscrizione Nove, nella quale insistono due nutrite colonie di scoiattoli, una lungo il corso del Po e l’altra tra corso Traiano e via Vigliani. Il consigliere ha preparato un ordine del giorno contro il loro l’abbattimento, e anche in Regione, Maurizio Lupi (Verdi-Verdi) ha presentato un’interrogazione in merito.

Il problema dei roditori è in realtà serio: si tratta di una specie non autoctona del Piemonte, introdotta attorno a Stupinigi e che sta inserendosi nell’habitat dello scoiattolo nostrano. Proprio per la sua invasività si starebbe pensando di abbatterlo. Ormai lo sciurus carolinensis (questo il nome scientifico) si è diffuso a macchia d’olio in tutta la periferia Sud, diventando “abitante” stabile di Mirafiori, Lingotto e Città Giardino.

Per i residenti, gli scoiattoli non sono un problema, anzi: molti sono contenti di vederli saltellare davanti a casa, anche perché molti di questi animaletti sono ormai diventati quasi domestici: lo sanno bene i cittadini di Borgaretto e Mirafiori, che spesso portano loro qualche nocciolina da mangiare. “Questi animali hanno creato un modo per avvicinare i residenti alla Natura –, afferma Alessandro Lupi  - abbatterli sarebbe anche per questo un errore”. E anche gli animalisti si schierano dalla parte degli scoiattoli: “Se è vero che c’è un piano per il loro abbattimento – spiega Ruben Venturini, della Lida – non possiamo che essere contari: il fatto che non siano animali originari del Piemonte non giustifica un massacro”.

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