Cronaca

Gtt: adesione totale allo sciopero. Ostruzionismo in Sala Rossa: "Vendere più del 49%"

Lo sciopero dei mezzi pubblici di ieri ha avuto una partecipazione dell'89% dei dipendenti dell'azienda. Intanto in Sala Rossa si è discusso per ore del futuro di Gtt, ma non si è ancora trovato un punto di contatto

Lo sciopero di 24 ore indetto contro la vendita del 49% di Gtt ha visto una partecipazione quasi totale da parte dei dipendenti. Secondo l'azienda non si sono presentati sul posto di lavoro l'89% dei lavoratori, molti dei quali sono scesi in strada a protestare: otto i cortei andati in scena dalla mattina.

La protesta di ieri è coincisa con la discussione generale in Consiglio comunale sugli indirizzi di gara per la cessione delle quote di Gtt. Una seduta lunga e difficile, che ha visto la maggioranza tirare dritto sulla percentuale già stabilita (49%), mentre l'opposizione ha fatto ostruzionismo, chiedendo che venisse venduta una quota di maggioranza.

Il quando verrà di fatto venduto parte del trasporto pubblico è ancora un'incognita. Da una parte sembrano mancare le offerte, dall'altra il sindaco Piero Fassino ha chiaramente detto che "la Città procederà alla vendita di Gtt solo in conclusione dell'alienazione del 100% del ramo parcheggi".

Intanto, senza sapere che futuro aspetta loro e l'azienda, i dipendenti hanno manifestato in tutti i modi contro la decisione di scorporare e di vendere la società. "Sarebbe un danno enorme per noi e per il servizio", hanno detto durante i cortei e nel presidio fisso sotto il Municipio in piazza Palazzo di Città. Una "mezza" risposta su come saranno le cose in futuro è arrivata in Sala Rossa. Oltre ad essere stato approvato un emendamento di Sel, il quale prevede che eventuali riduzioni di organico non dovranno eccedere i limiti del regolare turnover. Inoltre l'assessore alle Società Partecipate della Città di Torino, Giuliana Tedesco, illustrando la delibera con gli indirizzi di gara, ha tranquillizzato i clienti dicendo che non ci saranno diminuzioni di corse, né aumenti delle tariffe.

"In questo momento solo l'ingresso di un socio privato può garantire investimenti sulla rete del trasporto locale. E' un percorso - ha detto l'assessore Tedesco - a cui sarà affiancato un tavolo di concertazione con i sindacati, per riorganizzare il servizio e rilanciare l'attività industriale. Cediamo quote di controllo della società, ma non il contratto di servizio, in cui è inserita la clausola sociale, che continua a essere discusso in Consiglio comunale".

L'ultimo a parlare è stato il sindaco Fassino. Bisogna garantire le risorse "per gli investimenti necessari al trasporto pubblico e proseguire nel segno del risanamento del debito della Città, che nel 2014 scenderà sotto i 3 miliardi di euro. Come per Trm, Sagat e Amiat - ha aggiunto - anche la dismissione dell'azienda del trasporto pubblico si inserisce nel progetto di politica industriale della Città per lo sviluppo delle sue partecipate".

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