Sciopero dei trasporti del 16 dicembre: 24 ore di stop

Oggi c'è un nuovo sciopero di 24 ore dei trasporti pubblici "a sostegno della vertenza per la sottoscrizione del nuovo contratto della mobilità". Si fermeranno bus, metro e tram urbani

Disagi il 15 ma soprattutto il 16 dicembre per chi si sposta con i mezzi pubblici. Due scioperi nazionali del trasporto sono stati indetti per giovedì 15 e venerdì 16 dicembre.Nella giornata di oggi sciopererà il personale di esercizio del servizio urbano, della metropolitana e delle ferrovie Canavesana e Torino-Ceres. Il servizio urbano e suburbano della città di Torino (escluse le linee 19, 43 e 46b) sarà garantito dalle 6 alle 9 e dalle 12 alle 15, la metropolitana dalle 6 alle 9 e dalle 12 alle 15, le Ferrovie Canavesana e Torino-Ceres da inizio servizio alle 8 e dalle 14.30 alle 17.30. Lo sciopero è stato indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti, Faisa-Cisal, Fast-Confsal e Ugl Trasporti.

Lo sciopero è "a sostegno della vertenza per la sottoscrizione del nuovo contratto della mobilità" e si fermeranno bus, metro e tram urbani in tutta Italia. Gli addetti al trasporto ferroviario si fermeranno dalle 21 del 15 dicembre alla stessa ora del 16.

Sarà comunque garantita l’effettuazione del servizio nelle seguenti fasce orarie:

- Servizio urbano e suburbano della Città di Torino (escluse le linee 19, 43 e 46b): dalle ore 6.00 alle ore 9.00 e dalle ore 12.00 alle ore 15.00
 
- Metropolitana: dalle ore 6.00 alle ore 9.00 e dalle ore 12.00 alle ore 15.00
 
- Ferrovie Canavesana e Torino-Ceres: da inizio servizio alle ore 8.00 e dalle ore 14.30 alle ore 17.30  


A comunicarlo è stata la Filt (Federazione Italiana Lavoratori Trasporti), che in una nota ha aggiunto: "Da oltre tre anni la vertenza per il nuovo Contratto della Mobilità è rimasta irrisolta e si è aggravata ed accentuata con i tagli ai finanziamenti al trasporto locale ed al cosiddetto servizio ferroviario universale, a causa delle disposizioni del Governo Berlusconi"

Secondo Filt, Fit, Uilt, Uglt, Orsa, Faisa e Fast “in assenza di una sostanziale attribuzione di risorse certe al settore, è fondato il rischio di una decisa riduzione del servizio pubblico con gravi conseguenze per la mobilità dell’intero Paese e drammatiche per l’occupazione dei dipendenti del settore e dei lavoratori dell’indotto che già, in questi giorni, scontano pesantemente gli effetti dei tagli ai treni notturni”.

 

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