Cronaca

Asl To 2, sciopero sportellisti contro stipendi invisibili: "Andremo avanti"

Il 28 febbraio scade l'ultima proroga per l'appalto della ditta attuale. Dal primo marzo gli sportellisti avranno un nuovo contratto, ma nessuna certezza sui loro stipendi, praticamente invisibili da mesi

Chi si è recato stamane agli sportelli CUP dell'Asl Torino 2 per prenotare visite ed esami è stato costretto a fare dietro front. Hanno, infatti, tirato giù le serrande per 8 ore gli sportellisti del servizio pubblico, in sciopero contro i mancati stipendi della ditta che li ha in appalto - prorogato - fino al 28 febbraio.

L'avevano annunciato i 40 dipendenti della I&T e non si sono fatti attendere: sono scesi in strada e hanno distribuito volantini al fine di informare i cittadini circa la precaria situazione nella quale versano ormai da mesi, da quando hanno ricevuto l'ultimo stipendio di novembre e la tredicesima. Poi della remunerazione di dicembre, neppure l'ombra. E pensare che la I&T aveva firmato un accordo in prefettura con il quale si impegnava a comunicare ai suoi dipendenti, entro il 31 gennaio, una data precisa per effettuare il saldo della retribuzione. "Il 31 gennaio è passato e noi non abbiamo visto un centesimo - afferma una sportellista -. Sappiamo solo che lo stipendio ci verrà teoricamente consegnato nella prima decade di febbraio". Già, teoricamente, perchè di date fisse non ce ne sono.

Solo la punta dell'iceberg di una drammatica situazione in cui gli sportellisti dell'Asl Torino 2 sono coinvolti. Sì, perchè il 28 febbraio scade definitivamente l'ultima proroga dell'appalto della ditta attuale I&T, per lasciare spazio alla nuova società (Sds) che l'ultimo bando di gara l'ha vinto con un ribasso del 25 per cento. In una situazione già drammatica per i ritardi nel versamento degli stipendi e per l'incapacità di gestire i costi di organizzazione di un servizio come quello degli sportelli pubblici, ci si chiede come le cose possano migliorare se a vincere l'appalto è una ditta con ribasso.

Se da una parte - inizialmente - vi era la paura di non essere assorbiti nella nuova ditta, dall'altra - ora - si pone il problema di come questi ragazzi verranno assunti e di come una società a ribasso possa pagare i loro stipendi quando già quella precedente non riusciva a farlo. Riducendo il numero di ore? Cambiando tipologia di contratto?

I dubbi su questo punto sono molteplici e si faranno più concreti a partire dalle prossime settimane. L'intenzione è quella di indire un nuovo sciopero perchè "non sappiamo che contratto avremo", ci dicono. E a rischio ci sono gli stipendi e il futuro di molti.

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