Cronaca Centro / Piazza Castello

Picchetti e minacce: Torino si prepara allo sciopero dei Forconi

Alcuni negozianti sarebbero stati minacciati. I giovani democratici si dissocieranno dalla protesta a cui, per altro, potrebbero aderire frange di estrema destra

Si avvicina l’ora x. Lo sciopero dei Forconi partirà domani all’alba da piazza Derna e piazza Pitagora, alla volta di piazza Castello dove i due gruppi si riuniranno insieme agli altri manifestanti. E a Torino non mancano le polemiche. Numerosi i negozi che stanno esponendo cartelli per avvertire la clientela della serrata di lunedì. Un provvedimento che minaccia di bloccare il capoluogo piemontese. Da ieri sono persino attivi alcuni picchetti davanti al centro commerciale Le Gru di Grugliasco. Alcune persone hanno avvicinato gli avventori per intimare loro di non fare la spesa. Molti commercianti, vista la situazione, chiuderanno per paura di ritorsioni.

Vista l’alta tensione i Giovani Democratici della Provincia di Torino hanno scelto di dissociarsi dalla protesta. "Sappiamo che molti cittadini stanno aderendo in buona fede - affermano i giovani in una nota - ma invitiamo tutti a informarsi sulla natura degli organizzatori e degli aderenti. Molti commercianti sono stati minacciati da altri negozianti in modo che non aprano l'esercizio per evitare rappresaglie e atti vandalici. Tutto questo è inaccettabile”.

Perplessa anche la presidente della circoscrizione Sei Nadia Conticelli che non ha gradito per niente le minacce partite da alcuni esercenti della Barriera di Milano. “Non è sfasciando la città che risolveremo i problemi - ha dichiarato Conticelli -. Le persone fanno bene a scendere in piazza se lo ritengono opportuno ma non dimentichiamo di rispettare chi farà altre scelte". Le associazioni di taxi e autotrasportatori non aderiranno ma c’è il pericolo di intrusioni da parte di rappresentanti dell’estrema destra. "Le scuole - ha ribadito il sindaco Fassino - rimarranno aperte".

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