Embraco, venerdì sciopero e corteo a Torino: a rischio oltre 500 posti di lavoro

Il 20 novembre ci sarà l'incontro con la Regione

Venerdì 10 novembre i lavoratori della Embraco di Riva di Chieri incrocieranno di nuovo le braccia, per otto ore su ogni turno. Ed è previsto anche un corteo a Torino che partirà da piazza XVIII Dicembre, attraverserà via Cernaia e via Pietro Micca per raggiungere la sede della Regione Piemonte in piazza Castello.

L'azienda che produce compressori per frigoriferi e fa parte del gruppo Whirlpool, non rinnoverà i contratti di solidarietà per i suoi 537 lavoratori, a causa dei ridotti volumi produttivi. E in mancanza di nuove commesse, i posti di lavoro sono a rischio. L'azienda però ritiene che le produzioni di Riva di Chieri non siano competitive e non prevede investimenti almeno fino al 2020.

I sindacati e la Regione

 “L'azienda deve fare un passo indietro – dicono il segretario generale Uilm, Dario Basso e il responsabile Embraco per la Uilm, Vito Benevento – e deve tornare a investire a Riva di Chieri. Negli ultimi anni ai lavoratori sono stati chiesti molti sacrifici, mentre la Embraco ha beneficiato di significativi sostegni pubblici. L’azienda deve presentare un piano industriale in grado di rilanciare lo stabilimento”.

Il 20 novembre prossimo si terrà un tavolo tra Regione Piemonte e vertici dell'azienda per capire se, tramite la predisposizione di un piano aziendale e l'eventuale ricorso alla cassa integrazione straordinaria, si riusciranno a mantenere produzione e occupazione.

"Venerdì in piazza ci saremo anche noi accanto ai lavoratori dell'Embraco - ha detto Camilla Frediani, consigliera regionale del M5S -. Il caso Embraco sarebbe un duro colpo per l'occupazione piemontese e torinese già segnata da troppe crisi industriali, pensiamo ad esempio alla Comital di Volpiano, i cui lavoratori saranno presenti anche loro al corteo. La Regione Piemonte non può continuare a restare ferma di fronte a questa vera e propria emergenza sociale - ha concluso - , alla Giunta chiediamo fermezza nei confronti di chi pensa di massimizzare i profitti sempre e solo sulla pelle dei lavoratori".

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