Cronaca

Politecnico, al via lo sciopero: questa settimana a rischio un esame su tre

"Non è solo una questione di stipendio"

Oggi inizieranno gli esami al Politecnico di Torino e prenderà il via anche l'annunciato sciopero dei docenti partito nelle altre università italiane, già da una settimana. A partecipare alla protesta saranno un terzo dei docenti, 254 in tutti che in una nota ribadiscono: " Siamo certi che l'adesione sarà molto più ampia" 

I motivi dello sciopero 

L’astensione, hanno spiegato gli organizzatori della protesta, “è finalizzata ad ottenere l’adozione di un provvedimento di legge, in base al quale le classi e gli scatti stipendiali dei professori e dei ricercatori universitari e dei ricercatori degli enti di ricerca italiani aventi pari stato giuridico, bloccati nel quinquennio 2011-2015, vengano sbloccati a partire dal 1 gennaio del 2015, anziché, come è attualmente, dal 1 gennaio 2016. Inoltre che il quadriennio 2011-2014 sia riconosciuto ai fini giuridici, con conseguenti effetti economici solo a partire dallo sblocco delle classi e degli scatti dal 1° gennaio 2015. 

Diminuire il gap con il resto d'Europa

Ma chi partecipa allo sciopero non si limita a evidenziare i problemi che riguardano lo stipendio. Resterebbero infatti da attuare "una serie di iniziative ritenute necessarie per non allargare ancora di più il gap con i sistemi universitari degli altri paesi europei, oramai sempre più lontani a causa delle politiche di continuo disinvestimento che ha dovuto subire il nostro paese negli ultimi 10 anni". 

Importante secondo i docenti infatti "investire maggiormente nel sostegno al diritto allo studio, nella residenzialità universitaria e in politiche mirate all'aumento del numero dei laureati" e procedere "celermente al rinnovo del contratto del personale contrattualizzato dell'Università".
   

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