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Banche, colletti bianchi a braccia conserte: scioperi in tutta Italia

L'Abi ha deciso di disdettare il contratto collettivo nazionale di lavoro e non avrebbe intensione di rinnovarlo. Il sistema bancario in Piemonte ha perso negli ultimi anni 13mila di dipendenti

La crisi colpisce anche le banche. Domani, venerdì 30 gennaio, il settore si ferma per lo sciopero proclamato dai sindacati di categoria. In tutta Italia a tirare giù le serrande, saranno gli sportellisti, adirati dalle condizioni poste dalll'Abi (Associazione Bancaria Italiana) sul rinnovo del contratto nazionale, disdettato unilateralmente per andare a sostituirlo, dal prossimo primo aprile, con un semplice contratto nazionale di categoria.

Da parte dell’Abi, oltre alla disdetta del CCNL, negli ultimi incontri con i sindacati sono emerse pregiudiziali sul costo del lavoro, in particolare su scatti di anzianità e tfr, oltre alla negazione da parte della controparte di aumenti legati alla tutela del potere d'acquisto reale, ma anche su temi dell'area contrattuale.

In Piemonte lo sciopero interessa oltre 26mila dipendenti e assume connotati ancora più importanti in vista della già critica situazione che attanaglia il sistema bancario regionale. Per uscire dalla crisi, infatti, le banche si sono indirizzate principalmente verso la riduzione dei costi, ridimensionando il numero degli addetti, gli sportelli e il numero delle banche. Secondo i dati più recenti, infatti, nella Regione Piemonte - dal 2008 a oggi - sono state chiuse 185 filiali, di queste 108 a Torino e provincia.

Una situazione drammatica pronta a peggiorare a causa delle condizioni poste dall'Abi. Numeri alla mano le riduzioni di personale sono evidenti e particolarmente significative. "Gli sportelli erano 2716 - afferma il segretario generale Fisac Cgil Piemonte, Giacomo Sturniolo -. Ora sono meno di 2.531, con un taglio di 13mila dipendenti, da 39mila ai 26mila attuali”.

Se da una parte è cambiato il modo di lavorare - con strumenti tecnologici che sostituiscono il lavoro degli addetti - dall'altra prende sempre più piede il fenomeno delle esternalizzazioni, ovvero la tendenza di affidare all'esterno operazioni non centrali.

Lo sciopero si svolgerà dall'inizio fino alla fine del normale orario di lavoro.

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