Cronaca Chiomonte

L'accusa dei No Tav: "Fondi UE a rischio, lavori in enorme ritardo"

"In 3 anni scavato appena un chilometro. Resta solo 1 anno e mezzo per finire i 7,5 chilometri del cunicolo esplorativo di Chiomonte. Fondi UE già dimezzati"

Se da una parte ci sono gli operai che lavorano all'interno del tunnel della Torino-Lione che festeggiano per il primo chilometro scavato con la fresa "Gea" (vedi video), dall'altra parte c'è il Movimento No Tav che invece fa i conti e comunica il forte ritardo dei lavori e il dimezzamento dei fondi dell'Unione Europea.

"Resta solo un anno e mezzo per finire i 7,5 chilometri del cunicolo esplorativo di Chiomonte - scrivono in un comunicato -. Al 26 giugno 2014, lo scavo della galleria è appena al 13%". Diversi i motivi della lentezza dichiarata dai No Tav. A partire dai primi 19 mesi passati senza scavare nulla e, una volta iniziati i lavori, andando molto più lentamente di quanto previsto. "Rispetto ai 10 metri di scavo al giorno previsti da progetto, il ritmo di avanzamento reale è di molto inferiore".

Entro il 31 dicembre del 2015 dovrebbero essere scavati altri 7,5 chilometri di galleria, ma secondo i calcoli fatti dal Movimento ("ad oggi, il passo della talpa è mediamente di appena 100 metri al mese") si arriverà a poco più di 3 chilometri. Il non finire i lavori in tempo comporterebbe un esborso di denaro cospicuo: "Il contributo UE non paga lavori realizzati oltre tale data, si rischia un’ulteriore perdita dei contributi".

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