Cronaca Via Boves, 12

Sbranata da cinque cani a Grugliasco: la figlia della vittima indagata per omicidio colposo

Ancora incerto il destino degli animali

I cinque cani che hanno sbranato Mariangela Zaffino

La figlia di Mariangela Zaffino, la 74enne sbranata e uccisa da cinque cani (che non sono, come erroneamente riportato, lupi cecoslovacchi ma esemplari soltanto molto simili a questi, di derivazione in parte incerta) nel tardo pomeriggio di venerdì 18 dicembre 2020 in via Boves 12 a Grugliasco, è stata iscritta nel registro degli indagati, con l'ipotesi di reato di omicidio colposo, dal pm Francesca Traverso della procura di Torino, che coordina le indagini sull'accaduto. Si tratta di un atto dovuto, essendo la donna la padrona degli animali.

La donna, che si appoggia all'associazione 'Coda di lupo rescue' che si occupa di sostenere e sistemare cani di grossa taglia, è assistita dai legali Luca Polita e Dante Libbra, entrambi di Jesi (Ancona). L'inchiesta verterà principalmente sul modo in cui sono stati tenuti i cinque animali, due adulti e i loro tre cuccioli di nove mesi (si chiamano Ares, Aragorn, Aylen, Apache e Artù), che risultano regolarmente registrati all'anagrafe canina con microchip.

In attesa che i veterinari dell'Asl To3 ne stabiliscano il destino (l'ipotesi di soppressione appare comunque remota, almeno al momento), gli animali restano ospiti della clinica veterinaria universitaria di via Leonardo da Vinci, in città. "Si tratta - scrive su Facebook l'associazione 'Coda di lupo rescue' - di un incidente che ha coinvolto una famiglia di persone a noi carissime. Per ora preghiamo di dimostrare rispetto per una morte che ci ha sconvolto nel profondo del cuore e dell'anima. Chiediamo di rispettare il nostro dolore. I cani oggetto di indagine da parte della magistratura piemontese non provengono dal nostro rescue ma da un allevamento privato e sono stati regolarmente acquistati. In un momento così delicato e tragico per i nostri amici, troviamo assolutamente disgustoso e vergognoso ogni commento atto solo a diffamare l'associazione e infangare la famiglia coinvolta. Ribadiamo la nostra più sincera vicinanze alle vittime di questa tragica vicenda".

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