menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

San Salvario, dietro la protezione dei commercianti l'ombra del pizzo

La lettera del farmacista di via Berthollet ha scatenato le polemiche sugli interventi inefficaci delle forze dell'ordine. Al contrario di quel che dovrebbe essere, sarebbero proprio gli spacciatori "per ora" a offrire protezione

La denuncia è stata fatta da un farmacista di via Berthollet, ma potrebbe essere una questione che accomuna più esercizi commerciali. La zona della Movida durante il giorno è presa d'assalto anche da loschi individui e da molti ladruncoli che senza troppi problemi entrano nei negozietti e rubano interi scaffali di prodotti, arraffandoli nelle tasche delle giacche o all'interno di zaini e borse. Il fenomeno del taccheggio è ormai cosa nota nella zona e di fatto sarebbero aumentati, proprio per contrastare questo fenomeno, i controlli delle forze dell'ordine anche negli orari diurni. Cosa che però non ha risolto il problema, ma che anzi ha fatto scontenti alcuni personaggi: gli spacciatori.

I pusher si sono fatti avanti con i negozianti, offrendo loro protezione contro i ladruncoli in cambio del silenzio con Polizia e Carabinieri. "Non chiamare le forze dell'ordine, alla sicurezza ci pensiamo noi - si era sentito dire il farmacista lo scorso 17 giugno proprio da uno spacciatore -. Loro rovinerebbero gli affari di strada". Ed effettivamente, da quanto denunciato dal commerciante che lavora tra via Berthollet e via Belfiore, gli interventi dei pusher sarebbero stati diversi. Al contrario quelli delle forze dell'ordine sarebbero stati invece molto meno efficaci.

La questione non poteva passare inosservata e così se ne è minimamente discusso anche in Sala Rossa. A insistere per parlare della vicenda è stato il consigliere Fabrizio Ricca della Lega Nord che, dopo un primo tentativo andato a vuoto, è riuscito a strappare una promessa all'assessore alla Sicurezza, Giuliana Tedesco, su un aumento dei controlli nelle vie della Movida.

Il timore espresso nella lettera scritta dal farmacista di via Berthollet è che tra qualche tempo in cambio della "protezione" verrà chiesto un pizzo a tutti i negozianti. "Sono un Carabiniere in congedo - scrive - ed è umiliante per me vedermi offrire protezione dagli spacciatori per garantire alla mia impresa ed ai miei collaboratori un minimo di sicurezza. Con la consapevolezza, inoltre, che al di sopra di loro c'è l'ndrangheta, la stessa che ha messo gli occhi (e forse le mani) sulla Movida, che attende come un avvoltoio che la gente esasperata venda la casa e si trasferisca per poter lucrare sulle oscillazioni del mercato immobiliare. Con la consapevolezza - conclude - che un giorno o l'altro non saranno più gli spacciatori a garantire la sicurezza ma si presenterà un losco individuo a propormi la protezione in cambio del pizzo".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

TorinoToday è in caricamento