Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Chiamparino e Appendino: "Torino avrà il suo nuovo Salone del Libro"

I commenti del mondo politico torinese all'indomani della decisione dall'Aie di trasferire la kermesse letteraria a Milano

Ieri è arrivata la doccia fredda. Gli editori, come sede per il prossimo Salone del Libro, hanno scelto Milano e non sono mancate le reazioni del mondo politico torinese. Di tipo costruttivo sono state le reazioni dei primi due diretti interessati, la sindaca Chiara Appendino e il presidente della Regione Sergio Chiamparino che per il Salone hanno agito in concerto.

" Coglieremo l'occasione per rinnovare il format - ha espresso la prima cittadina - mettendo a sistema le competenze di ciascun partner per rendere Torino ancora di più la capitale del Libro e della lettura". Appendino ha tenuto a ribadire l'azione della sua Giunta appena insediata, che in poco tempo è riuscita ad ottenere il dimezzamento del canone d'affitto degli spazi espositivi del Lingotto, ma l'inchiesta giudiziaria che ha coinvolto la Fondazione ha avuto un grande impatto mediatico e le buone azioni condotte dalla nuova amministrazione non sono state sufficienti. 

"Erano troppi - ha sottolineato Appendino - gli errori commessi in passato che hanno portato a questa situazione". Anche Sergio Chiamparino ha commentato la notizia della scelta degli editori di fare la loro kermesse letteraria a Milano: "Per il nostro Salone del Libro (Torino realizzerà comunque l'edizione del 2017 in cui festeggerà i 30 anni della manifestazione, ndr) - ha precisato il presidente della Regione - penseremo a un progetto altamente innovativo. È necessario pensare a un progetto forte che dia il via a un nuovo ciclo".

Anche se all'interno dell'Associazione Italiana Editori ci sono delle spaccature, è auspicabile per la città non limitarsi a far leva su questo: il rischio sarebbe quello di ottenere due saloni - uno a Torino e l'altro a Milano - entrambe di scarso rilievo.   

" Un esito scontato - ha commentato l'ex sindaco Piero Fassino - I vertici dell'Aie avevano deciso fin dall'inizio di voler organizzare un Salone a Milano. Sarebbe stato più sincero da parte loro dirlo subito e non far credere che avrebbero esaminato più proposte, cosa che in realtà non è mai avvenuta. Torino in ogni caso - ha concluso - non può rinunciare a essere una città del libro e a valorizzare in forme nuove e con nuovi progetti un patrimonio accumulato in trent'anni di attività che ha raccolto unanimi riconoscimenti nazionali e internazionali".

Acidi i commenti delle altre forze politiche. "Ecco i primi frutti della concordia istituzionale tra M5S e PD - ha dichiarato Gilberto Pichetto, capogruppo di Forza Italia in Regione - . Si tratta di uno colpo da KO per il nostro capoluogo e la nostra regione. Deve essere chiaro: perdere il Salone del Libro non è solo una questione di 'blasone' e di 'orgoglio' quanto piuttosto una perdita in termini di lavoro diretto e indiretto". 

Anche Fabrizio Ricca della Lega Nord non ha risparmiato un attacco alla nuova amministrazione:  "La debolezza del M5S esce finalmente allo scoperto - ha dichiarato - e siamo convinti che un vero sindaco sarebbe andato a battere immediatamente i pugni sul tavolo del Ministro Franceschini per non subire l’ennesimo scippo da Milano, al posto di fare video dove spiega che ognuno può mangiare ciò che vuole. Se il buongiorno si vede dal mattino - ha concluso - ho paura di scoprire che altro ci faremo portare via da sotto il naso.”

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