Cronaca

Invertono le salme di due donne, sfiorata la rissa all'Ospedale di Rivoli

I figli e il marito di Franca di 73 anni, morta il giorno prima, quando sono entrati nella camera ardente sono rimasti senza parole. La donna nella bara non era la loro cara mamma e moglie, ma un'altra donna

Si è sfiorata la rissa nelle camere mortuarie dell’ospedale di Rivoli. La storia è raccontata da La Stampa. I figli e il marito di Franca di 73 anni, morta il giorno prima, quando sono entrati nella camera ardente sono rimasti senza parole. La donna nella bara non era la loro cara mamma e moglie, ma un'altra donna. E come se non bastasse la donna era vestita con i vestiti che invece appartenevano davvero alla 73enne.

Tra urla e pianti, sono dovuti intervenire i carabinieri. "Sono stata avvisata e sono scesa subito - dice Veronica Devalle, dirigente medico I parenti erano furiosi, hanno iniziato a inveire contro tutto e tutti: me, gli operatori della società che gestisce le camere mortuarie e anche gli agenti della Telecontrol arrivati sul posto. La reazione è comprensibile dato lo stato d’animo di chi ha perduto una persona cara e si trova un’altra donna con i vestiti della propria mamma".

C'è stato un errore, uno scambio. La signora Franca si trova in una cella frigo, vestita con gli abiti della signora Maria, un'altra signora deceduta lo stesso giorno, che di anni ne aveva 89.

La ditta che gestisce le camere mortuarie sana il disguido ma non si ritiene responsabile dello scambio dei corpi. Così come le agenzie di pompe funebri. "Noi - dice sempre alla Stampa un responsabile della società - ci siamo fatti carico di pagare il vestito nuovo acquistato dai parenti, che giustamente non volevano più usare quello indossato dall’altra donna". E la signora Maria? "Abbiamo informato i familiari del disguido e anche per loro ci eravamo proposti di pagare un nuovo vestito - continua -, ma hanno preferito portarne uno da casa".
 
Il vice direttore sanitario Davide Minniti vuole andare fino in fondo: "Ora siamo noi a voler vederci chiaro. Per questo abbiamo chiesto alla società che gestisce le camere mortuarie di farci avere una relazione. Perché anche noi, seppure in modo meno drammatico dei familiari, siamo vittime di questo caso spiacevole e se riscontreremo delle responsabilità rescinderemo il contratto".

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