Cronaca

I saldi valgono 96 milioni: ogni famiglia spenderà circa 240 euro

Le stime dell'Ascom: la spesa nel settore abbigliamento sarà leggermente inferiore rispetto all'anno passato: 240 euro contro 260. Saldi dal 4 gennaio al 1° marzo

Un totale di 96 milioni di euro: a questo ammonterebbe il giro d’affari per i saldi invernali di Torino, 8 milioni in meno rispetto a quelli ipotizzati per i saldi di inizio anno 2013.

Ogni famiglia dovrebbe spendere circa 240 euro, contro i 260 euro dell’anno scorso: queste sono le stime del settore abbigliamento, quello più coinvolto nei saldi. Stime che arrivano dopo il conteggio del 5% in meno di incassi per il periodo natalizio.

Nonostante tutto, i segnali fanno “ben sperare”, secondo Francesco Cena, presidente del Sindacato Abbigliamento dell’Ascom di Torino e provincia: “Segnali che indubbiamente ci fanno ben sperare. Dopo un Natale quasi totalmente all’insegna dell’ ‘accessorio’ e del ‘piccolo pensiero’ da scontrino medio-basso, i commercianti si trovano oggi a dover alleggerire le rimanenze di magazzino e i nostri clienti potranno tranquillamente scegliere fra importanti ‘capispalla’, snobbati a Natale, e prodotti sicuramente ‘freschi’ di stagione e a prezzi più che vantaggiosi, con sconti che potranno anche arrivare al 30% per poi passare in alcuni casi fino al 40 – 50% dopo le prime settimane di vendita”.

“Anche per questi saldi, saranno le donne – prosegue Francesco Cena - i big spender in assoluto, mentre l’ ‘uomo’ ed il ‘bambino’ che a Natale hanno speso di più giocheranno una parte minore, come di consueto, nelle vendite a prezzi scontati dell’inverno 2014 ”.

Il periodo dei saldi inizierà sabato 4 gennaio e terminerà il 1° marzo 2014: otto settimane che prendono il via alla vigilia dell’Epifania e che si spera possano dare un po’ d’ossigeno al settore, dopo mesi e mesi di sofferenza.

“Le speranze e le attese – sottolinea Maria Luisa Coppa, presidente dell’Ascom torinese - ci sono tutte. I commercianti già da giorni sono impegnati nel conto alla rovescia, così come i consumatori sempre più attenti e preparati all’acquisto – business, il più possibile mirato, consono al budget famigliare e in linea soprattutto con la migliore tradizione del ‘made in Italy’. Una cosa infatti è certa: se anni fa comprare abbigliamento in saldo costituiva spesso uno sfizioso piacere, oggi lo si fa nella maggior parte dei casi per necessità, recuperando le spese diventate ‘impossibili’ durante l’anno” .

Coppa però vuole lanciare anche un messaggio al mondo politico, sia nazionale che locale, che “a partire da subito deve dare dimostrazione di maggiore coraggio e concretezza nel portare avanti un processo di riforme che abbia come obiettivo, conclamato e prioritario, quello  della crescita per ridare finalmente spinta ai consumi e fiducia ai mercati”.

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