Cronaca

Sistema delle visite false, Saitta: "Se confermato è un fatto gravissimo"

L'assessore regionale alla Sanità commenta i gravi fatti che vedrebbero l'esistenza di un sistema in grado di truffare il Servizio Sanitario Nazionale certificando false visite a domicilio per ottenere i rimborsi

Quello che secondo gli inquirenti è un vero e proprio sistema, di visite inesistenti a domicilio con lo scopo di ottenere i rimborsi dal Servizio Sanitario Nazionale, e vede coinvolti 29 medici di famiglia dell'Asl Torino 1, ha creato un danno importante al già massacrato sistema sanitario. 

"So che è partita da alcuni anni - commenta l'assessore Saitta - ma, se le accuse saranno confermate, si tratta di un fatto gravissimo". Infatti si tratterebbe di una truffa da migliaia si euro, come ipotizzato dagli inquirenti si ricorre ad una serie di visite domiciliari per pazienti che non ne avevano titolo o che semplicemente erano ignari di queste visite. 

Gli accertamenti effettuati si sono concentrati su 17 residenze sanitarie dell'Asl Torino 1 prendendo a riferimento i medici che avevano dato il via alle pratiche per le assistenze domiciliari. Sono state riscontrate irregolarità in 64 paesi su 65 considerati, inoltre i controlli hanno fatto emergere come esistesse una carenza, se non addirittura l'assenza, di medici "strutturati": uno ogni venti pazienti. In questo modo quindi, secondo gli inquirenti, ci sarebbe stato un aumento dei costi del Servizio Sanitario Nazionale altissimo. 

"Non conoscono i dettagli di questa inchiesta - aggiunge Saitta - fa emergere un aspetto davvero poco edificante della professione medica nel rapporto con i pazienti. Che, in questo caso, sono gli anziani, i più fragili, ricoverati anche in residenze sanitarie assistite, persone che necessitano di cure reali e non di essere strumentalizzati in questo modo".

Su un tema affine, durante il focus tecnico dedicato al tema dell'inapropriatezza delle cure, Saitta è intervenuto dicendo: "Esiste un problema molto serio di inappropriatezza prescrittiva clinica e diagnostica. Un fenomeno difficile da intaccare per gli interessi in gioco, politici, economici, professionali". 

"Questo eccesso di diagnostica comporta costi vistosi per la sanità e rischi per i pazienti - osserva l'assessore alla Sanità piemontese - assistiamo al paradosso che da un lato c'è un eccesso di consumo e di assistenza sanitaria in ospedale, mentre i soggetti più fragili hanno difficoltà ad accedere ai servizi essenziali. Servono dunque atti di governo, non tanto delibere da adottare, ma obiettivi specifici da assegnare ai nuovi direttori generali che nomineremo tra qualche settimana - ha concluso - e c'è un grande lavoro culturale da portare avanti: bisogna incidere sulla mentalità di politici, prescrittori, operatori sanitari, cittadini".

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