Lunedì, 25 Ottobre 2021
Cronaca

Bufera giudiziaria sul Salone del Libro, Picchioni indagato per peculato

Secondo i magistrati Picchioni avrebbe fatto uso improprio dei fondi pubblici della Fondazione emettendo fatture false a persone compiacenti, le quali incassvano il denaro per poi rigirarglielo, trattenendo una percentuale

A pochi giorni dalla chiusura della kermesse, sul Salone Internazionale del Libro di Torino cala l'ombra del peculato. E' questa l'accusa formulata dai Carabinieri e dai finanzieri della Procura al presidente Rolando Picchioni, accusato peraltro di aver fatto emettere fatture false a persone compiacenti, le quali incassavano il denaro dalla Fondazione e poi lo giravano a lui, trattenendo una percentuale.

Decreto di perquisizione alla mano, militari e finanzieri si sono addentrati presso gli uffici della Fondazione in via Santa Teresa, sequestrando computer e documentazione contabile: l'ipotesi dell'inchiesta, che non riguarda solo l'ultima edizione della buckmesse italiana, è che alcuni servizi siano stati sovrafatturati. Secondo i magistrati, infatti, Picchioni avrebbe fatto uso improprio dei fondi pubblici della Fondazione, costituita nel 1999 da Regione Piemonte, Provincia e Comune di Torino.

L'inchiesta è partita circa tre anni fa ed è coordinata dai pm Gianfranco Colace e Andrea Boconi e condotta dai Carabinieri della Procura di Torino. Secondo le dichiarazioni riportate dall'avvocato Zacan, legale di Picchioni, questi si dichiarerebbe del tutto estraneo ai fatti che gli vengono contestati. "Di fronte all'enormità dell'addebito mi sento certamente sbalordito, ma altrettanto assolutamente sereno - ha dichiarato Picchioni -. Nella mia vita non ho mai pensato di poter sfruttare in qualunque modo la mia posizione per un qualsiasivoglia tornaconto personale".

Rolando Picchioni, insieme a Ernesto Ferrero - direttore editoriale - ha diretto per 16 anni il Salone Internazionale del Libro di Torino e la notizia dell'inchiesta arriva, peraltro, a pochi mesi dalla scadenza del suo mandato. Anche se le accuse dovessero rivelarsi infondate come egli stesso sostiene, rendono ancora più difficile una sua conferma ai vertici della Fondazione.

Nei prossimi giorni sarà vagliata la posizione di altre persone.

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