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Cronaca Rivoli

Addio a Beatrice, il parroco: "Ora è tempo del ricordo e del silenzio"

Oltre 400 persone ai funerali

Chiesa gremita per l’ultimo saluto a Beatrice Inguì, la 15enne di Rivoli che si è tolta la vita lasciandosi cadere sotto un treno nella stazione di Porta Susa nella mattinata di mercoledì 4 aprile, intorno alle 7, al binario 4. La giovane si trovava in stazione con una scolaresca, era una studentessa di pianoforte e oboe nel Liceo Musicale di Vercelli. Insieme ai compagni di scuola e ad alcune insegnanti, come ogni mattina, partiva da Torino per raggiungere l'istituto, invece quella mattina è avvenuta la tragedia.

Nel pomeriggio di mercoledì 11 aprile nella chiesa San Paolo della sua città, Rivoli, sono stati proprio i cori intonati dai compagni del liceo musicale ad animare la messa e a dare l’ultimo saluto a Beatrice con la celebre “Hallelujah” del cantautore canadese Leonard Cohen.
Il parroco Don Franco Padrevita si è rivolto ai giovani e li ha spronati ad aprirsi maggiormente con gli adulti che devono impegnarsi a capirli e ad ascoltarli.

Sulla vicenda di Beatrice ha aggiunto: “Il silenzio deve coprire le chiacchiere di questi giorni”. Ora lo spazio è riservato solo al dolore e alla fatica del distacco. “Il signore è con noi e ci aiuta. La morte ci separa, ma non è per sempre. Non dimenticheremo il tuo sorriso e la tua passione per la musica” ha aggiunto il parroco che si è raccomandato al Signore: “Accoglila e proteggila da lassù affinché Beatrice sia finalmente felice, accettata per come era".

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Beatrice vive e vivrà per sempre nel cuore dei suoi compagni e non solo. Un coetaneo ha detto: “Ricorderò per sempre tuo sorriso e la tua solarità, il tuo essere estroversa. Mi spiace non averti mai fermata per chiederti come stessi realmente”, mentre il suo compagno di banco ha aggiunto: “Sono stato un anno intero al tuo fianco, non ti dimenticherò mai. Eri una ragazza tanto attaccata alla vita e il tuo gesto rimarrà incomprensibile”

Il gesto di Beatrice

Le telecamere della stazione di Porta Susa hanno mostrato che la giovane è arretrata volontariamente e non per una distrazione all'arrivo del convoglio, abbandonandosi proprio davanti alla locomotiva che quindi non l'ha agganciata.

Il diario ha svelato il perché della morte  

Nel sopralluogo a casa, gli agenti della polizia ferroviaria hanno scoperto il diario, su cui Beatrice, che era figlia unica e avrebbe voluto diventare una soprano, scriveva del suo disagio con il suo corpo: "Sono troppo grassa", diceva. E nell'ultima pagina, insieme alla richiesta di scuse ai genitori, una sola parola: "Addio".

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