Indagine Arpa, risultati shock: "Inquinamento sì ma non per i roghi"

Secondo i risultati ottenuti i valori di inquinamento in via Germagnano non sarebbero più alti di quelli di altri quartieri. Ma i residenti protestano

Dopo le polemiche e il posizionamento del campionatore trasportabile di particolato atmosferico pm10 sono arrivate ieri anche le prime risposte dell’Arpa sulla questione, sempre calda, dei fumi tossici che da anni invadono la periferia nord. Secondo i risultati ottenuti il livello d’inquinamento dalle parti del campo nomadi di via Germagnano sarebbe sì alto ma non più di quello di altri quartieri.

L’indagine, ricordiamolo, è stata realizzata su richiesta del Comune di Torino per monitorare la qualità dell’aria a seguito delle numerose lamentele di cittadini per i fumi provocati dal vicino campo dove le attività di combustione di vari tipi di materiali, compresa la plastica di rivestimento dei cavi elettrici, sono praticamente all’ordine del giorno. “Sulla base dei dati disponibili – spiega l’Arpa - non emergono elementi che indichino un contributo significativo alle concentrazioni di pm10 rilevate nel sito di misura da parte dei roghi oggetto dell’indagine”.

Un fattore importante, forse, è stato l’attivazione di un servizio di controllo della via ad opera della polizia municipale che ha limitato temporalmente la durata dei roghi. I vigili hanno rilevato la presenza di fumi e incendi nei giorni 5, 10 e 17 giugno. Ma i valori più elevati – si legge sempre nell’indagine - sono stati misurati nelle giornate del 21 e 22 giugno, in assenza di segnalazioni specifiche da parte del Nucleo Nomadi. Nel corso dell’intero mese di giugno, inoltre, non si sarebbero mai verificati superamenti del valore limite giornaliero del pm10.

Risultati che hanno lasciato di stucco i residenti e i comitati e che verosimilmente rischiano di ridurre nuovamente al minimo l’attenzione delle istituzioni sul fenomeno. Fattore che non fermerà il quartiere che dopo la raccolta firme sta pensando a nuove forme di protesta. “Questi risultati sono vergognosi – spiegano dal comitato di zona Rebaudengo -. Noi non abbiamo intenzione di chiudere un occhio davanti a questi roghi e a settembre organizzeremo una nuova protesta”.

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