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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca San Salvario / Via Giuseppe Baretti, 12

San Salvario, fa discutere il nome di un ristorante che ricorda il soprannome di un ex boss

La replica dei titolari del marchio

Oggi fa discutere il nome ‘Lovigino’ dato a un ristorante aperto a inizio settembre in San Salvario a Torino. È Libera Torino insieme ad altre associazioni a portare l’attenzione sul nome che risulta essere il soprannome di un ex boss della camorra poi diventato collaboratore di giustizia. “Le mafie sono una cosa seria; la morte delle vittime, il dolore dei loro familiari, il disprezzo dei diritti, della giustizia e della democrazia tipici dell’agire criminale, anche. Non si può scherzarci sopra o pensare di farne marketing”, scrivono le associazioni al termine di una nota diffusa ai giornali e pubblicata sul sito di Libera. Il comunicato lancia anche un aupicio: "Vorremmo un Paese capace di scelte simboliche opposte, che non minimizzi il peso delle mafie o banalizzi la loro pericolosità, che non mandi messaggi ambigui e che  rifletta con attenzione, su come investire sull’educazione alla legalità democratica e sulla conoscenza della storia delle mafie. E vorremmo cittadini, anche in questa città, che si comportino di conseguenza".

La replica dei titolari del marchio

A chi si chiede se i titolari non sapessero nulla sul nome ‘Lovigino’, sono i diretti interessati a rispondere a TorinoToday: “Siamo i soci che hanno scelto il nome Lovigino. Volevamo controbattere ogni maldicenza posta nei nostri confronti relativamente al nome scelto per il nostro ristorante. La ricerca è avvenuta tramite società di marketing che ci hanno sottoposto svariati nomi. Cercavamo un nome che si avvicinasse al love, al passion e al pleasure e ci hanno proposto 'Lovigino', un nome di fantasia che poteva richiamare il messaggio che volevamo mandare e inoltre suonava anche molto bene. Entrando nel locale non c’è nessun richiamo alla criminalità organizzata e a nessun clan mafioso. Nessuno dei soci ha mai avuto contatti con associazioni mafiose e non c’è nessun riferimento a piatti tipici napoletani. Siamo due persone che lavorano onestamente cercando di portare a casa l’euro in questo momento di gran crisi economica e di certo è lontano da noi il pensiero di delinquere. Abbiamo parentele nelle forze dell’ordine e un capo sicurezza di banche in pensione. Ci dispiace se qualcuno avesse frainteso associando il nome (di fantasia) al clan camorristico e alla malavita che rimarrà sempre lontanissima da noi”.

I titolari hanno poi voluto diffondere una serie di foto dell'interno del ristorante per rimarcare i riferimenti ai princìpi ispiratori del loro locale.

Foto Lovigino

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