Scandalo esumazioni: il Comune pagherà Rita Pavone per la scomparsa della salma del papà

La sentenza del Tar

Rita Pavone

Tremilanovecento euro a testa più rivalutazione e interessi: 1.400 per il danno patrimoniale e 2.500 per il danno esistenziale. Tanto vale, secondo i giudici del Tar del Piemonte, la scomparsa della salma di Giovanni Pavone, il papà della cantante Rita, dispersa nelle operazioni di esumazione nel cimitero monumentale di Torino nel 2004. I familiari risarciti, compresa l'artista, sono stati tre, assistiti dall'avvocato Mauro Milan. A pagarli dovrà essere il Comune, che dovrà corrispondere la somma e pagare ulteriori 2mila euro di spese di contenzioso. La sentenza è stata depositata a metà marzo 2018.

Secondo i giudici, presieduti da Domenico Giordano, "la quantificazione di un simile danno non può che avvenire in via equitativa, essendo impossibile rapportarlo a un qualsiasi parametro di natura economica".

"Dalla perdita delle spoglie - motivano ancora i giudici - è derivato un profondo mutamento delle abitudini relative al culto dei propri defunti da parte dei signori Pavone che, per non aggravare il costante rinnovato dolore e frustrazione per quanto accaduto loro, hanno rinunciato a ritrovarsi, come loro precedente abitudine, per commemorare l’anniversario della scomparsa del proprio caro. Inoltre, ad ogni ricorrenza del 2
novembre, data in cui gli attuali ricorrenti si recavano al cimitero a pregare sulle spoglie del loro caro, si rinnovava, e si rinnova tutt’ora negli stessi, il profondo patimento per l’offesa subita e per l’irrimediabile rottura dei momenti relazionali a cui erano profondamente radicati".

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

I resti dei defunti che andarono perduti durante le operazioni furono numerosi. Un'inchiesta della procura concluse che, per quel che riguarda il caso di Giovanni Pavone, nella fase di escavazione preliminare la benna utilizzata dagli operai aveva sollevato per errore anche la parte superiore della bara. La successiva ricerca fra i resti umani nei depositi di terra portò a concludere che era impossibile individuare e recuperare quelli appartenenti alla salma.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Si sentono male in strada al mare: il figlio muore, il padre è gravissimo. Ipotesi overdose

  • Lascia l'alpeggio e si sente male: in ospedale scoprono la positività al coronavirus

  • Guardia giurata uccide la ex compagna e poi si suicida, lei lo aveva lasciato da poco

  • Fantomatico volantino di un (sedicente) papà: "Avete molestato mia figlia, vi sto cercando"

  • Tragedia nell'abitazione: donna trovata morta

  • Vanno a fare la spesa e lasciano il figlio chiuso in auto con 40 gradi: denunciati

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
TorinoToday è in caricamento