Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca

Slitta "l'entrata in funzione" del Gerbido, rinvio di un paio di mesi

La fase di collaudo sarebbe dovuta terminare ad aprile e invece proseguirà. Duro il Movimento 5 Stelle: "Funziona male, gli inceneritori sono un disastro: subito un piano Rifiuti Zero"

"Quello che diciamo da tempo sull'inceneritore di Torino ormai è ufficiale: funziona male e per questo motivo l'inizio della fase di 'esercizio commerciale', inizialmente prevista per il mese di aprile, slitterà di almeno un paio di mesi". Queste sono le parole dei due consiglieri del Movimento 5 Stelle, Davide Bono e Vittorio Bertola, nel giorno in cui si apprende che l'entrata in funzione ufficiale dell'impianto del Gerbido non avverrà a fine del prossimo mese, come inizialmente previsto, ma subirà un sensibile ritardo.

Le diverse settimane di ritardo serviranno per la sostituzione di alcune parti dell'impianto. "A questo si arriva dopo un anno costellato di guasti e sforamenti dei limiti emissivi - dicono ancora i due grillini -, l'ultimo il 12 marzo, quando i cittadini delle zone limitrofe all'impianto hanno subito un aerosol di monossido di carbonio e ammoniaca. L'impianto si è dimostrato decisamente inefficiente, bruciando 195 mila tonnellate contro le 240 mila previste". L'ultima volta che il termovalorizzatore ha subito uno stop risale appunto a poco più di due settimane fa. In quel caso ci fu un problema ad una valvola e i limiti dell'emissione di monossido di carbonio e ammoniaca venne sforato.

Il Movimento 5 Stelle propone di fissare un periodo di almeno 90 giorni senza stop forzati come condizione per passare all'utilizzo a pieno regime dell'impianto. Ma non solo. Se Davide Bono dovesse vincere le elezioni regionali e quindi diventare Governatore del Piemonte, entro i primi 100 giorni presenterà un nuovo piano rifiuti, che vada a sostituire quello vigente. "Gli assi portanti del nuovo piano saranno la prevenzione dei rifiuti, attraverso serie politiche di riduzione, il potenziamento della raccolta differenziata, il recupero di materia, il riuso e la tariffazione puntuale - concludono Bono e Bertola -. Per il residuo si punterà sul trattamento a freddo. Sugli inceneritori netta inversione di tendenza, con lo stop alla costruzione di nuovi impianti ed all'ampliamento di quelli esistenti. Verrà elaborata una soluzione che permetta la dismissione dell'impianto del Gerbido nel minor tempo e col minor danno possibile".

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