Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca Mirafiori Sud / Via Somalia

Costretti a camminare sull'amianto, il calvario dei residenti di via Somalia

Sono anni che i residenti sono costretti a convivere con il pericolo di essere contaminati dall'amianto. Nonostante gli obblighi di natura istituzionale, tuttavia, l'eternit rimane ancora lì e nessuno fa nulla

Camminare sulle polveri di amianto perchè è l'unico modo per uscire dalla strada. Lo sanno bene i residenti di via Somalia, a pochi passi da quello che loro definiscono "mostro", uno stabilimento che da anni attende la bonifica di quei 2mila metri di tetto in eternit che esigono di essere rimossi. Perchè a rimetterci, sono proprio loro, i cittadini, costretti da anni a convivere con il pericoloso pulviscolo ed i rumori assordanti.

Già nel 2003 - e sono passati 11 anni - il Comune aveva ordinato alla ditta proprietaria di isolare il tetto con una vernice protettiva, ma numerosi controlli successivi dell'Arpa Piemonte avevano dimostrato che il problema continuava - e continua - a sussistere.

Tante le denunce ed i provvedimenti emessi nei confronti dei proprietari del capannone - ora occupato dalla Claus Metalli, una ditta che si occupa del recupero degli omonimi materiali - l'ultima solo qualche mese fa, datata 9 luglio 2014. Non stiamo parlando di un provvedimento qualsiasi, ma di un'ordinanza contendibile urgente emessa dal sindaco Piero Fassino che indicava nel termine di 90 giorni circa l'obbligo di rimuovere l'amianto ed effettuare l'allacciamento dei canali pluviali alla pubblica rete fognaria. Un'ordinanza che è rimasta sulla carta, come emerge da un sopralluogo effettuato da parte dell'Arpa Piemonte - e discusso ieri in Commissione Ambiente - che ne ha verificato la totale inottemperanza da parte dei proprietari. Niente. Nessun lavoro, nessuna bonifica.

"Dopo varie sollecitazioni ci troviamo di fronte all'assoluta inadempienza del provvedimento", condisce il presidente della Commissione Ambiente Maurizio Trombotto, ribadendo quanto valutato da Marco Lorenzoni, dirigente dell'Arpa Piemonte, attraverso il protocollo inerente al sopralluogo effettuato nella struttura.

(L'articolo continua dopo la gallery)

La novità che emerge in Commissione, tuttavia, è un'altra. Sì, perchè come riportato dai tecnici presenti in aula ieri, pare che Claus Metalli abbia chiesto una proroga dell'ordinanza del sindaco di 60 giorni. Motivo? Accordi presi con l'Asl Spresal che avrebbero portato alla stesura di un piano di lavori che, a detta dell'Asl stessa, appare quanto meno credibile. Ora bisognerà valutare, assieme alla Procura, se le proroga potrà essere concessa o meno.

L'intervista choc ad un residente >>

Ma non finisce qui, perchè sulla vicenda si apre un'altra ombra oscura. Secondo quanto emerge da un'attenta indagine investigativa, pare che l'Asl Spresal si sia avvalsa di ragazzi minorenni per lo spazzamento dei marciapiedi del capannone della Claus Metalli. Una questione che, se confermata, potrebbe infangare ulteriormente la vicenda.

"Speriamo di chiudere questa situazione in fretta - ci racconta un residente di via Somalia -. Ad ogni temporale il rischio di essere contaminati dall'amianto aumenta. Viviamo barricati in casa, con le finestre sempre chiuse".

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