Mercoledì, 29 Settembre 2021
Cronaca

Rimborsopoli, in aula l'ex Pld Comba: "Non pensavo che i pranzi fossero illegittimi"

Dal febbraio 2011 l'ex consigliere regionale Fabrizio Comba avrebbe destinato tutte le risorse a lui previste ai propri collaboratori di segreteria

"Non ho mai pensato che pranzi e cene istituzionali fossero illegittimi". Si è difeso così, uscendo dall'aula, l'ex consigliere Pdl, Fabrizio Comba, indagato per il reato di peculato nel procedimento "Spese pazze" che vede imputati per lo stesso reato diversi consiglieri regionali della scorsa legislatura. Oggi è, infatti, ripartita l'udienza preliminare al Tribunale di Torino.

Secondo quanto testimoniato dallo stesso ex consigliere di fronte al gup Daniela Rispoli, i 16mila euro di rimborsi a lui contestati, sarebbero stati utilizzati per pranzi e cene istituzionali e per discutere, dunque, con i propri commensali di temi inerenti alla legislazione regionale. "Nulla che fosse mai stato messo in discussione".

Le spese di ristorazione sostenute dall'ex Pdl, quindi, sarebbero state del tutto legittime, almeno secondo la comune prassi e pertanto, legittimamente rimborsate. Tanto più che si trattava, per Comba, della prima esperienza in Consiglio regionale: "All'inizio gli incontri sono tanti ed io ho unicamente seguito una prassi".

Anzi, dal febbraio 2011, Comba avrebbe addirittura smesso di chiedere rimborsi per le spese di ristorazione, decidendo di destinare tutte le risorse ai collaboratori della propria segreteria.

Come i suoi colleghi imputati - tra i quali spiccano Monica Cerutti, Davide Gariglio e Aldo Reschigna, attualmente in Giunta regionale - anche Comba ha ritenuto doveroso restituire le somme contestate. Nel casse dell'Ente sono finiti quindi altri 16mila euro, anche se quelli contestati a Comba dalla Corte dei Conti erano solo 6mila.

Domani, invece, sarà la volta dei pubblici ministeri Enrica Gabetta e Giancarlo Avenati Bassi.

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