Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Rimborsopoli in Circoscrizione 5, per l'ex presidente "nessuna irregolarità"

Secondo l'accusa, il meccanismo messo in atto da consiglieri e presidente della Circoscrizione, permetteva loro di ottenere il gettone di presenza anche se - di fatto - le riunioni non si tenevano

Non vi sarebbe nessuna irregolarità nelle giunte della Circoscrizione 5 di Torino, almeno secondo quanto riferito da Paola Bragantini, oggi parlamentare del Pd e all'epoca del periodo sotto inchiesta (2012-2013) presidente della stessa Circoscrizione.

L'indagata - insieme ad altre 9 persone - ha esposto ieri le proprie ragioni di fronte ai Pm Enrica Gabetta e Giancarlo Avenati Bassi che si occupano di coordinare l'inchiesta sulle presunte giunte fantasma della Circoscrizione, convocate solo sulla carta per poter ottenere ugualmente il gettone di presenza. Nessuna irregolarità poichè la Bragantini non avrebbe mai indicato a voce o per iscritto assenze o presenze dei coordinatori. Parola dell'avvocato che la Bragantini la difende, il legale Antonio Rossomando.

Intanto le indagini sulla "piccola" Rimborsopoli proseguono. Secondo l'accusa, infatti, il meccanismo messo in atto consiglieri di Circoscrizione e presidente, permetteva loro di ricevere il gettone di presenza anche se - di fatto - le riunioni non si tenevano. Tetto massimo previsto? Circa 600 euro al mese, elargiti direttamente dal Comune. Comune che, peraltro, sarebbe stato truffato due volte.

Sì perchè in occasione delle riunioni di Circoscrizione, i consiglieri godevano per l'intera giornata di un permesso retribuito dal lavoro che veniva compensato direttamente dall'amministrazione al datore di lavoro. Ma c'è di più perchè, nel caso in cui il consigliere si fosse recato comunque sul posto di lavoro, allora il compenso elargito dal Comune sarebbe stato sfruttato in maniera illecita dallo stesso datore, a conoscenza del meccanismo.

Il tutto pare dimostrato dai tabulati telefonici, i quali confermerebbero che nelle ore in cui avrebbe dovuto svolgersi il consiglio di circoscrizione, i consiglieri stessi si trovavano del tutto altrove rispetto al luogo della seduta.

La Bragantini, intanto, si dice rammaricata per l'evolversi della vicenda, confermando la sua sicurezza in merito alle proprie azioni: "Non ritengo di aver alcuna responsabilità - conclude la parlamentare -. Sono preoccupata solo del buon nome della Circoscrizione in cui sono nata e risiede la mia famiglia".

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